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Una delle piรน incredibili e misteriose immagini in cui mi sono imbattuto in Oriente, รจ quella venerata nei paesi indocinesi come il Buddha che chiama la terra a testimoniareโ€.

E’ una iconografia diversa da quella usuale del โ€œmudraโ€ che porta lo stesso nome.

In questa particolare raffigurazione dai forti influssi khmer, infatti, l’arte buddhista รจ riuscita a condensare il tremendo atto di potere con cui Siddharta giunse all’Illuminazione.

Ne riporta una dettagliata descrizione il poema del Buddhacharita, opera โ€“ si ritiene โ€“ del leggendario Asvaghosa.

Nel canto XII del poema, Siddharta, stremato dagli innumerevoli e vani tentativi di sfuggire al male e al dolore, realizza infine che la via per giungere all’illuminazione รจ un’altra.

 โ€œCosรฌ affiancato [solo] dalla sua risolutezza, deciso all’Illuminazione, si recรฒ ai piedi di un baniano, ove il suolo era cosparso d’erbaโ€ (canto XII, 115)

โ€œAllora Kala, il migliore dei Naga, forte come il re degli elefanti, venne destato dall’incomparabile suono dei suoi passi e come ebbe la certezza che era giunto per il gran saggio [il momento] dell’Illuminazione, proferรฌ questo elogio: da come la terra, calpestata dai tuoi piedi, quasi tuona ripetutamente, o saggio e da come il tuo fulgido aspetto splende come il sole, certamente in questo giorno gusterai il desiderato fruttoโ€ (canto XII, 116, 117)

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Cosรฌ Siddharta si appresta a compiere il duro percorso verso l’Illuminazione:

โ€œEgli assunse allora la somma, incrollabile postura, che รจ raccolta come le spire del serpente addormentato e disse โ€œio non mi scioglierรฒ da questa posizione in terra fin quando non sarรฒ giunto a compiere ciรฒ che devo compiereโ€ (XIII, 120)

Ma il โ€œmaleโ€ non tarda a manifestarsi, cercando in ogni modo di distoglierlo dai suoi intenti:

Allorchรฉ il gran veggente nato da stirpe di re-veggenti, votatosi alla Liberazione si fu seduto in quel luogo, il mondo gioรฌ; ma Mara, nemico della vera Legge, prese a tremare“. (canto XII, 1)

“Prese dunque l’arco fatto di fiori e le cinque frecce, fonte di illusione per il mondo e si recรฒ ai piedi del baniano assieme ai figli, lui fonte di inquietudine per le menti delle creature”. (Canto XIII, 7)

“Vedendo nella prima parte della notte [approssimarsi] l’ora della battaglia tra Mara e il toro degli Sakya, il cielo non diede piรน luce, la terra tremรฒ e i punti cardinali lampeggiarono fragorosamente”. (canto XIII, 28)

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Mara sembra invincibile. Ben presto perรฒ, guerrieri benigni giungono in aiuto di Siddharta, fortificandolo nel suo intento e togliendo al โ€œmaleโ€ ogni possibilitร  di successo:

I Naga che, devoti alla Legge, reggono la terra, non tollerarono che il gran saggio venisse ostacolato; storcendo furiosi gli occhi contro Mara, sibilarono e allentarono [le spire].โ€ (canto XIII, 30).

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Ma benchรฉ tutte le creature rabbrividissero per quei loro ruggiti, il saggio non tremรฒ nรฉ si ritrasse, come Garuda al gracchiare dei corvi“. (canto XIII, 54)

E quanto meno il saggio era spaventato dalle terrifiche schiere di quel consesso, tanto piรน Mara, nemico dei difensori della Legge, si accasciava per la costernazione e la rabbia“. (canto XIII,55)

Finchรจ la lotta giunge al termine:

Allora un essere invisibile di grande perfezione vide dal cielo Mara pieno di ingiustificata ira e di malizia verso il gran veggente e cosรฌ gli disse a gran voce:โ€Mara non affaticarti invano, abbandona la tua mala disposizione, acquietati: tu non puoi far tremare costui, cosรฌ come il vento no puรฒ scuotere il monte Meru. Il fuoco potrร  forse rinunciare al suo naturale calore, l’acqua alla fluiditร , la terra alla compattezza, ma lui, che ha accumulato atti meritori per piรน di un’epoca cosmica, non potrร  mai venir meno a suo proposito. Infatti, per quello che รจ il suo fermo intento e il suo coraggio, per l’ardore, per la compassione verso gli esseri viventi, egli non si alzerร  senza aver raggiunto il vero, cosรฌ come il [sole] dai mille raggi non si leva senza aver distrutto le tenebre. (canto XIII, 56-59)

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Infatti

L’albero della conoscenza ha per fibra la pazienza, affonda le radici nella fermezza; il suo fiore รจ la buona condotta, i suoi rami la consapevolezza e l’intelletto e il frutto che dร  รจ la Legge: esso pertanto non va sradicato mentre cresce. (XIII, 65)

Siddharta raggiunge cosรฌ l’agognata soglia dell’Illuminazione, come l’invisibile e perfetto essere testimonia:

Oggi รจ maturato il tempo per le opere che ha compiuto per l’Illuminazione; egli si รจ quindi seduto in questo luogo proprio come hanno fatto i saggi precedenti. Questo infatti รจ l’ombelico del mondo, in cui si concentra nella sua interezza il massimo potere; non vi รจ altro luogo sulla terra oltre a questo che possa reggere la forza della contemplazione in lui. (XIII, 67-68)

Mara pertanto, udite le sue parole e constatata l’imperturbabilitร  del gran saggio, abbattuto e sconfitto nei suoi sforzi se ne andรฒ assieme a quelle frecce che sono causa di strazio nel cuore delle creature. (XIII, 70).

Infine ottiene la Liberazione:

Allora, per sette giorni, libero da malessere del corpo, egli (il Buddha) sedette contemplando la propria mente e i suoi occhi non ammiccavano mai: il saggio, riflettendo che in quel sito aveva raggiunto la Liberazione, realizzรฒ il desiderio del cuore (XIV, 94).

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Il poema si conclude poi con una difficile decisione:

Vedendo che il mondo si perdeva dietro alle false opinioni e agli sforzi vani e che le sue passioni erano grossolane e vedendo inoltre che la Legge della Liberazione era sottile, decise di rimanere immobile. (XIV, 96)

Poi, ricordandosi della sua precedente promessa, si risolvette di predicare la somma pace. (XIV, 97)

La portentosa raffigurazione perciรฒ, si potrebbe anche chiamareโ€œ buddha della somma paceโ€.


BIBLIOGRAFIA:

Passi Alessandro (a cura di), Asvaghosa: Buddhacarita canti I-XIV, Milano, Adelphi, 1979

Cowell, E.B. The Buddhacharita of Asvaghosha, Oxford, SBF, 1894.

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