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TIFERET: IL CALORE DELLA BELLEZZA
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“Se una qualche forma di unione deve prendere posto tra opposti come spirito e materia, conscio e inconscio, luminoso e oscuro, e cosรฌ via, si affermerร come una terza cosa, che non rappresenta un compromesso, ma qualcosa di nuovo” (C. G. Jung, Mysterium Conjunctionis, 1955)
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LโAlbero della Vita รจ un diagramma, centrale nella dottrina mistica ebraica (Kabbalah), composto da dieci stazioni chiamate Sefirot. Una Sefirah รจ, come suggerisce il nome – da cui discendono anche le nostre parole Sfera, Cifra e Zaffiro – qualcosa di perfetto, di divino (numero o numen) e di prezioso. Le dieci Sefirot (piรน una misteriosa undicesima, Daโat) sono associate alla discesa dellโanima nei piani piรน densi della Creazione#, quindi tappe dellโincarnazione, ma possono rappresentare anche aspetti della nostra esperienza, nonchรฉ parti del corpo. Le Sefirot non sono Dio, ma รจ come se fossero “ripetitori risonantiโ delle frequenze divine, adatte a ciascuna dimensione di espressione del โraggio di creazioneโ.
Tiferet, la sesta Sefirah, si trova sullo stesso asse centrale della Sefirah piรน elevata, Keter o Corona; svolge la funzione del Sole nel Sistema solare. Eโ legata a tutte le sfere per la sua posizione centrale, ma puรฒ subire l’effetto accerchiante e schiacciante delle proprie libertร da parte (appunto) di queste ultime, oppure esercitare un eccessivo controllo su tutte e rallentare tutto il sistema-Albero. In questo caso il Sole bianco, luminoso, che tutto dร , si trasforma nel Sole nero, che tutto prende.
Tiferet , in questa dimensione, assolve a diverse funzioni, che noi ascriviamo a Dio e che sono in precedenza state assegnate alle divinitร solari di tutte le culture del pianeta.
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Eโ la luce dellโAton egizio, che illumina e diffonde i suoi raggi benevoli (terminano con mani) sullโuomo, scaldandolo. Eโ il sol invictus (il Ra egiziano), che ad ogni tramonto affronta le tenebre e ad ogni alba le sconfigge illuminando il giorno. Ma la sua luce puรฒ essere altrettanto bruciante e distruttiva, come il fuoco: si pensi ad esempio alla sua raffigurazione egizia nelle fattezze della dea leonina Sekhmet (รจ anche lโocchio โneroโ di Ra; lโaltro, lโocchio โbiancoโ รจ Horus, la luce vivificatrice), oppure alle manifestazioni del Dio biblico, che spesso facevano uso del fuoco (p. es. gli incontri di Mosรจ con il roveto ardente), o ancora a San Paolo, i cui occhi furono bruciati (fu reso cieco) dalla luce divina.
Allo stesso modo non stupisce che, nella tradizione cristiana, Gesรน sia spesso assimilato al Sole d’oriente, quello nascente (รจ colui che risorge dai morti, dalle tenebre, dalla notte). In particolare รจ il sole nascente dellโEquinozio, del periodo in cui la durata del giorno e della notte si equivalgono: un ulteriore e potente richiamo allโequilibrio e alla forza conciliante di Tipheret. Del resto, proprio come quella del sole che lascia il giorno per affrontare la notte, lโimmagine del dio crocifisso รจ emblematica della capacitร di sacrificare (rendere sacro)# se stesso attraverso la rinuncia allโillusione e allโidentificazione, per sottomettersi a questa dimensione.
La sesta Sephirah รจ insomma la luce-vita-calore del sole che fa crescere le piante, lโInti“generatore di vita” degli Incas sudamericani, il Nanauatl azteco che si sacrifica nel fuoco per continuare a brillare, il Surya con tre facce dei veda indiani e la Gnowee aborigena con la torcia accesa tra le mani#.
Tipheret รจ tradizionalmente associata, nella Kabbalah occidentale (cristiana), al plesso solare, in cui troviamo la regolazione dei gangli nervosi di tutto il corpo.
Facendo un parallelo con la Medicina Tradizionale Cinese, il plesso solare appartiene al livello energetico SHAO YANG E JUE YIN o livello di mezzo. Esso รจ caratterizzato dal FUOCO (yang), e dal vento (Yin). Appartengono a questo livello energetico i quattro meridiani di fegato, triplice riscaldatore, mastro del cuore, vescica biliare.
Delle tre forze TIPHERET rappresenta quella neutra , la conciliatrice. Presiede alle emozioni, al campo mentale emotivo. E’ questo il โcorpoโ che, se lasciato libero di interagire e non costretto da strutture di personalitร sclerotizzate, permette la corretta elaborazione delle impressioni emotive esterne e le trasforma in essere e conoscenza attraverso un continuo lavoro integrato fra i corpi. Si producono in questo modo le modificazioni e i miglioramenti della struttura esserica in tutti i livelli della materia, dalle cellule in su#, e anche ulteriore energia di scorta, stoccata presso il campo di pertinenza dei RENI.
Abbiamo riscontri in entrambi i livelli di significato:
1: nell’Albero della vita: รจ al centro, รจ come un Sole che irradia le sfere attorno (-> plesso SOLARE)
2: nel corpo รจ collegato al plesso solare, all’inizio della fascia del campo azzurra in cui risiede anche il 4ยฐ Vortice Magno; il suo numero risonante รจ il 27.
Tipheret equilibrata dona il suo contributo alle altre due sfere polarizzate (Chesed e Ghevurah), mantenendo stabile la loro armonizzazione; ciรฒ permette la libera espressione del fluire sinusoidale, entro limiti che proteggono in gran parte dallโidentificazione delle sfere con la loro funzione. La qualitร correttiva di TIPHERET, la neutra, รจ in veritร bilanciatrice, e si manifesta anche nel dichiarare alle compagne il RITMO giusto, di volta in volta mutevole, prodotto dalle variabili interne ed esterne alla triade.
La disarmonia invece, in TIPHERET, tende ad esprimersi nel venir meno della sua funzione bilanciatrice, di nuovo con un doppio effetto:
1: interno (yin), tende all’annullamento della propria forza e azione, identificandosi in una delle due polaritร e accrescendola a dismisura a scapito dell’altra.
2: esterno (yang), tende ad accentrare le forze togliendo le possibilitร d’espressione alle sfere polarizzate, oppure abbandona il controllo protettivo delle forze distruttrici interne ed esterne, lasciandolo alla voce del templare, che non sta nรจ a destra nรจ a sinistra, ma ti arriva da dietro quando meno te lo aspetti!
Compito di TIPHERET bilanciatrice รจ anche quello di mantenere gli equilibri tra forze opposte. Nessuna deve sopraffare eccessivamente l’altra. Lasciate libere di esprimersi nella tempistica, nella modalitร e quantitร corrette, crea il ritmo, cosรฌ come descritto ad esempio nel TAO e nel suo simbolo. La funzione bilanciatrice si sviluppa secondo due linee di intervento: una tendente a sedare o accentuare le forze, l’altra nel permettere alle polaritร sconfinamenti leggeri o quantomeno coerenti con le variabili di tempo, modo e quantitร .
Ognuna di esse tenderร per sua natura allo sconfinamento, nel campo di pertinenza delle altre, e questo รจ corretto e naturale , derivante sia dalla legge del tre, sia dalla legge di risonanza negli equilibri opposti.
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GEVURAH: LA FORZA GIUSTA
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Nigra sum sed formosa
filiae Ierusalem
sicut tabernacula Cedar
sicut pelles Salma
Cantico dei Cantici, 1,5
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Le ragioni dellโ ยซardente desiderioยป, del ยซcercare con il cuoreยป, della materia che si trasforma, sono lโessenza di Gevurah, la quinta sephirah. Essa รจ la forza e il discernimento, la separazione della luce dalle tenebre nel secondo giorno della Creazione biblica.
Per gli alchimisti รจ lโatto stesso della trasmutazione, che filtra dalla materia indifferenziata di Chesed le impuritร , donandole nuova vita.
Eโ la forma in cui si manifesta lo Spirito Universale, la polaritร yin che esprime la struttura. Prende forma e vita dal meridiano straordinario REN MAI, il mare dello Yin, che si occupa di costruire, delimitare e proteggere il corpo in tutte le sue manifestazioni. Delle tre forze, Gevurah rappresenta, infatti, quella Yin, la negativa, quella che oppone resistenza alla โpositiva affermanteโ, rappresentata da Chesed#.
Nella simbologia di tutte le tradizioni si identifica con il vaso, il calice, il ventre, la terra, lo scrigno. Sono tutte metafore per quel โluogoโ in cui si compiono le โmeraviglieโ dello spirito: la nascita, la rinascita e la trasmutazione. Senza il contenitore, la trasformazione non รจ infatti possibile.
Gevurah รจ il contenitore che con la sua forza riesce a contenere lโamore di Chesed#.Eโ lโarchetipo del contenitore per eccellenza: essendo polarizzata MINUS possiede la grande capacitร di contenere la forza vitale amorevole (PLUS), ma ad essa si lega inevitabilmente per stabilizzarsi nella sua propria funzione e non deviare da essa. Lโamore vitale (contenuto) altrettanto necessita di questa sua controparte per mantenere nello stesso modo la polaritร a cui appartiene. Se รจ in equilibrio รจ il contenitore ideale, nรฉ troppo rigido, nรฉ troppo lassivo, che riesce a modellarsi secondo le necessitร del momento e le spinte dello yang; se ci sono spite eccessive le placa (funzione di resistenza); se sono corrette, si modella costruendo ad hoc il contenitore, sia nel materiale, sia nella forma. Queste due variabili sono della massima importanza: sono loro il collegamento vero e proprio con la terra e le energie femminili, che permettono alle nostre essenze di rimanere in questa realtร .
Ne troviamo una curiosa espressione in certe rare raffigurazioni mariane medievali note come โVierges Ouvriantesโ. In tali sculture, di solito lignee, la Vergine alchemica, la โMadre di Dioโ cristiana nella sua piรน ampia accezione, la Madre Terra, la Grande Dea degli antichi e il โcontenitoreโ si fondevano, assumendo la forma complessa di una Madonna (a volte ritratta mentre allatta, altre solo con il Bambino sulle ginocchia o in braccio) costruita in modo da poter alloggiare al suo interno, come in uno scrigno, la Trinitร .
Per questa sua caratteristica di โcontenereโ e per il suo posizionamento sul ramo sinistro (yin) dellโalbero, Gevurah risuona con il meridiano di cuore, appartenente al livello Shao Yin insieme a Reni e, allโopposto, al Tai Yang, a cui appartengono i meridiani di Vescica e intestino tenue; ai primi รจ associato lโelemento Freddo, mentre ai secondi il Calore.#
Nel primo corpo la pelle รจ una degno veicolo dellโespressione dello yin. Le sue funzioni sono molteplici: protettive, di contenimento, di separazione ma anche di collegamento tra interno ed esterno; di dar forma ai contenuti da questo lato carenti (ad esempio tutti i fluidi: cibo, acqua, sangue, urina, ecc…).
Presso gli antichi Egizi, la โpelleโ dellโUniverso era la dea Nut, soprattutto nella sua essenza primordiale di โfemminilitร del cieloโ, di โabisso da cui tutto provieneโ , di โmassa liquida che separa i mondi e insieme, li contiene#. Si poteva โuscire nel giornoโ, rinascere a nuova vita nellโeternitร solo attraverso il ventre della dea, sottoponendosi alla โpesatura del cuoreโ.
Nella medicina tradizionale cinese CUORE รจ il contenitore dello shen#, lo spirito che tutto pervade e che dona la vita; si raccoglie nel cuore sia lo shen donato alla nascita, sia quello prodotto dalla essenza durante lโesperienza del vivere quotidiano.
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CHESED: LโAMORE SENZA LIMITI
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Sono appena uscito
Dalla mia tomba
Lร vado, non sono uno schiavo
Nella mia mano destra
Cโรจ la spada della veritร
Nella mia sinistra
Il fuoco dellโamore
(Free, Seven Angels)
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Chesed, il cui nome significa Grazia, o Misericordia, rappresenta, nella nostra triade di Sephirot di cui oggi completiamo la descrizione, la polaritร PLUS. La triade, lo ricordiamo, รจ composta da Chesed, da Gevurah, polaritร MINUS e Tipheret, il NEUTRO, la terza forza equilibrante. Insieme costituiscono un accordo, dove ogni nota suona diversa eppure in armonia con le altre.
Ma torniamo alla nostra Sephirah.
La sua polaritร risonante รจ YANG, coerente al ramo maschile dellโalbero della vita nel quale รจ posta. Uno dei suoi simboli รจ il bastone, che collega il cielo con la terra: lo si usa impugnandolo dallโalto per toccare la terra, in basso. Eโ anche il simbolo del comando, una delle funzioni attribuite alla polaritร PLUS: colui che dirige, che apre la via e fa strada con il bastone; il potere che รจ in grado di dare la direzione, condurre e creare progetti. Innumerevoli sono le immagini del โbastone del comandoโ che si susseguono nella storia e nella mitologia, da quello con cui Mosรจ divise le acque e successivamente indicรฒ la Terra Promessa; a quello rinvenuto nella tomba del giovane faraone Tutankamon, sul cui manico sono ritratte le razze sottomesse al suo dominio; al bastone dei principi-pastori poi ripreso in ambito greco, latino e in fine divenuto il pastorale vescovile cristiano; a quello che veniva spezzato sulle ginocchia del re di Francia morente al grido โil re รจ mortoโ, per poi consegnarne uno nuovo al suo successore con il motto โviva il reโ.
Chesed รจ anche Misericordia: lโamore infinito che viene elargito a tutti ma a condizione di essere conformemente contenuto dallโazione di Gevurah, che cosรฌ svolge la sua funzione. Il re buono, che amministra la giustizia corretto e sorretto dalla โgiusta Forzaโ condurrร il suo popolo alla pace e alla prosperitร , il cattivo re lo amministrerร da tiranno, portandolo alla rovina.
Al Re Buono si ubbidisce davvero soltanto quando i suoi โsudditiโ hanno sviluppato dentro di sรฉ, attraverso la disciplina (fornitagli da Gevurah) il senso dellโumiltร , che significa etimologicamente โdella terraโ. Proprio perchรฉ รจ buono (sa esprimere lโamore misurato) verrร seguito e rispettato dai sudditi, che svilupperanno a loro volta la qualitร della devozione e non quella, deteriore, della piaggeria.
Abbondanza = Amore + Forza
La forza, ascendendo, incontra la discesa dell’amore infinito, e in ogni livello lo rende disponibile nella giusta misura alle condizioni di tutti gli esseri.
Lโabbondanza qui puรฒ essere intesa in due gradi di significato conviventi. In primo luogo come espressione del giusto equilibrio tra vuoto e pieno, quindi il segno piรน tra le due polaritร rappresenta la loro unione indissolubile. Unโaltro livello รจ lโassimilazione di abbondanza al concetto di spazio pieno (o almeno tendente al pieno), spazio che si muove con tutti gli stati della materia e permette la trasmissione delle informazioni, ognuna con la sua portante, vibrando realizza cosรฌ le dimensioni dello spazio e del tempo.
Il bastone attraverso cui il Re puรฒ fare, รจ anche simbolo della coscienza che domina la materia trasmutando il corpo fisico. Unito alla forza della struttura (YIN) e alla giustizia del ritmo conciliante (NEUTRO) crea e รฌmpera su tutta la materia. Il 4, numero ordinale di CHESED, รจ il numero di Dalet, la quarta lettera dellโalfabeto ebraico, che tra gli altri significati a anche quello di porta, di apertura verso qualcosa di nuovo. Qui troviamo la valenza di tramite, di passaggio del 4, verso una realizzazione ancora piรน alta rappresentata nella triade superiore da Chokhmah, la numero 2. Cosรฌ immaginavano il re, ad esempio, i popoli celtici, chiamandolo โAlbiorixโ, re (rix) del mondo (albio, bianco, il colore dellโacqua profonda che scorre nella terra), ma anche interpretabile come โreโ grazie alla โforza giustaโ, della terra, a Gevurah. Ha lo stesso significato lโiniziazione impartita ai regnanti Khmer, in Indocina, che venivano incoronati alla presenza del sacro Shiva-lingam, emblema del potere maschile dello YANG, fallico, appoggiato su quello uterino e femminile, YIN, sua controparte e insieme sua โmisuraโ.
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TIRAR LE FILA DEL DISCORSO
I Santi Saggi […] contemplarono i mutamenti nel chiaro e nellโoscuro.
e in accordo con questi stabilirono i segni.
[…] Nel ponderare fino in fondo lโordinamento del mondo esteriore
e nellโesplorare la legge della propria interioritร fino al suo nucleo piรน profondo,
essi pervennero a comprendere il destino.
I CHING, ed Adelphi, 2003, Libro secondo, CAP. 1
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Arriviamo con questo post alla conclusione di questa nostra collaborazione.
Siamo partiti dalla tesi secondo cui nella costituzione di ogni cosa esistono tre forze e abbiamo pensato di farne oggetto di trattazione.
In seguito abbiamo compreso che noi tre, allโinterno del nostro gruppo, ci relazioniamo secondo lo stesso gioco di forze. E’ stato quindi naturale collaborare alla descrizione di ciascuna di esse e del loro meraviglioso interagire.
Perciรฒ, a partire dalla tradizione kabbalistica ebraica, dalle culture europee ed extraeuropee e dalle rispettive sfere dโinteresse, abbiamo identificato i simboli, le immagini, le allegorie e le metafore che ci hanno aiutato a esplorare la feconditร di significato delle tre forze.
Infine, abbiamo associato le tre polaritร alle Sefirot kabbalistiche (Sfere, che indicheremo con la maiuscola) Chesed, Gevurah e Tiferet, che si trovano al centro dellโAlbero.
Il percorso delle Sefirot nellโAlbero della Vita ci รจ servito sia da cornice di riferimento sia da strumento interpretativo di giusta ricchezza, ispirazione e e profonditร . Una possibile traduzione dellโespressione ebraica che sta per Albero della Vita, Etz Ha Chayim, dove Chayim รจ il plurale di Chayah, “la vita”, รจ infatti la crescita delle vite. Lo schema di tutto ciรฒ che si manifesta nel creato.
Le tre Sfere sono in quest’ottica uno stralcio di livelli attraverso i quali la vita si materializza, seguendo le sue proprie leggi. Esse non possono e non devono mai essere suddivise in “materie”, poichรฉ la sostanza vitale รจ una e uno solo dovrebbe essere lo studio, integrato, della realtร .
Con questo lavoro abbiamo perciรฒ voluto condividere sia un modo nuovo di scoprire il mondo, sia un approccio che possa conciliare la ricerca di sรฉ con la capacitร di vedere ciรฒ che sta fuori da noi, in unโottica multi-livello.
Dopo aver pubblicato l’introduzione โDa dove nascono le idee?โ, nel quadro di un progetto di cross blogging integrato, abbiamo contribuito, su ciascuno dei nostri rispettivi blog, pubblicando la descrizione ognuno del proprio ruolo, allโinterno di questa collaborazione:
NEUTRO – TIFERET: Il CALORE DELLA BELLEZZA
MINUS – GEVURAH: LA FORZA GIUSTA
PLUS – CHESED: L’AMORE SENZA LIMITI
Se il lavoro รจ collaborativo, simultaneo e multi-livello, il risultato รจ armonico e integrato, a beneficio collettivo.
Invece, se si verifica uno squilibrio tra le due polaritร Gevurah (Forza, ma anche chiamata Din, Giudizio) e Chesed (Amore, ma anche Bontร ), lโideale di abbondanza (creare felicitร per se stessi e gli altri) si trasforma in sperperio delle risorse e delle energie personali. Il vizio capitale corrispondente a questo stato, รจ codificato dalla tradizione nella โgolaโ, la โdannosa colpaโ dantesca, intesa come dipendenza dal consumo continuato ed eccessivo di qualcosa di esterno, per la definizione della propria felicitร . La golositร , per altro, puรฒ manifestarsi non solo sul piano fisico, ma anche sul piano emotivo (ossia: sempre nuove emozioni ecc.) oppure su quello mentale (sempre nuove conoscenze, passare da un maestro allโaltro ecc).
Forse anche per questo, spesso nella mitologia la gola โbuonaโ, in quanto organo della parola insieme alla bocca, viene divinizzata quale nume tutelare della conoscenza: i romani ad esempio veneravano in tal senso una dea specifica, Angina (da non confondere con Angerona,protettrice contro lโangina pectoris); ancor piรน efficace sembra essere la grande madre indiana, la dea Saraswati, veritร , conoscenza, comunicazione in tutte le sue forme, anche artistiche e portatrice della โparolaโ. Nel suo nome sanscrito, che significa โcolei che scorreโ, colei che รจ โfiume dโacqua vivaโ e nel suo essere parola, unisce il suo essere mezzo di elevazione personale quanto di โflussoโ positivo che sviluppa movimento intorno a sรฉ.
Se la conoscenza รจ invece imperfetta e alimenta la โgolaโ, essa diventa il peggior demone dellโuomo, lโessere primordiale e pressochรฉ invincibile che nel libro di Giobbe porta il nome di Behemot, talmente potente che โsolo il suo Creatore lo minaccia di spadaโ.
Livelli e pilastri
Ancora alcune spiegazioni e interpretazioni sullโAlbero della Vita. Esso presenta una divisione in quattro piani: il primo รจ formato dalla triade Keter, Chokhmat e Binah, detta anche Macroprosopus, ossia il regno della potenzialitร . Nel Microprosopus, composto da tutte le restanti Sefirot, che riguardano la possibilitร di attuazione, troviamo gli altri tre piani, composti dalla triade oggetto di questi nostri discorsi (Tiferet-Gevurah-Chesed), la triade Yesod-Hod-Netzach e infine il piano materiale, dominato da Malkhut (v. fig. 1).
fig. 1 (tratto da Nadav Crivelli, LโAlbero della Vita e le Dieci Sefirot (Il progetto di rettificazione della consapevolezza universale) – edito dalla scuola Chokhmat Ha Emet – la Sapienza della Veritร , Milano)-
LโAlbero รจ inoltre costituito da tre pilastri: quello a sinistra, Yin, femminile, MINUS, e quello Yang a destra, maschile, PLUS (figg. 1 e 2). Con questi due soli pilastri lo schema si identificherebbe con lโAlbero del Bene e del Male, che troviamo citato nella Genesi, sede di un insanabile e irrisolvibile dualismo e simbolo di imprigionamento sul piano materiale. Gevurah e Chesed si trovano su questi due opposti.
fig. 2 – i tre pilastri, nei quali possiamo riconoscere le Sefirot (tratto da J.F.C. Fuller, The Secret Wisdom of the Qabalah)
Il ramo destro dellโalbero corrisponde alla polaritร YANG, al maschile archetipico, e nellโI Ching al trigramma Chโien, il creativo(fig. 3). Il ramo sinistro corrisponde alla polaritร YIN, al femminile archetipico, e nel taoismo, al trigramma Kโun, il ricettivo (fig.4).
Chโien Kโun
Il pilastro centrale, o Sentiero Mistico, รจ il Pilastro dellโEquilibrio: lo identifichiamo con la terza forza o NEUTRO, armonizzatrice delle due polaritร precedenti. Su di esso troviamo anche Tiferet, la Sefirah di cui abbiamo parlato nel post IL CALORE DELLA BELLEZZA. La presenza di questo agente armonizzante trasforma lโAlbero in schema di liberazione, di ritorno alla divinitร e non solo come mappatura della discesa sul piano della materialitร .
Possiamo considerare i rapporti tra le Sefirot raggruppate a triadi in parallelo con la bipolaritร e lโaggiunta del NEUTRO racchiudendoli in due grandi dimensioni, o categorie:
1. Dimensione orizzontale (microcosmo): ogni triade che sta nella stessa dimensione, corrisponde allโespressione del piano divino a quel livello. Eโ possibile anche tracciare un parallelismo tra questโuso della dimensionalitร e gli archetipi.
Al livello orizzontale dellโAlbero (ossia allโinterno di ciascuna delle triadi citate) avviene il passaggio tra le idee generate sui piani superiori e la loro realizzazione sul piano concreto.
Tutto questo a due condizioni: che l’azione tra le forze sia combinata correttamente; che questo meccanismo permetta alle impressioni superiori di penetrare le difese del livello e di venire integrate coerentemente, sia secondo gli equilibri vigenti tra le forze, sia secondo le capacitร dei vari aspetti di ognuna.
Esemplificando, al livello di Gevurah, Tiferet e Chesed e a quello immediatamente inferiore (Hod, Yesod e Netzach) รจ rappresentata la possibilitร di realizzare un progetto a partire da unโidea, attraverso la condivisione tra esseri umani. Per questo devono vivere il confronto con se stessi e tra loro, cercando di sopraffare, ognuno, le proprie illusioni, derivanti dall’incapacitร di assorbire nella loro interezza le idee provenienti dai piani superiori.
2. Dimensione verticale (macrocosmo): rappresenta il raggio di creazione che parte da Dio e raggiunge tutto lโuniverso attraverso il dipanarsi di realtร stratificate (in livelli orizzontali). Lโuomo รจ chiamato a ripercorrere allโinverso questo sentiero tracciato. Solo dopo aver fatto sufficiente esperienza di ognuna delle dimensioni in cui si trova, potrร passare alla rispettiva superiore, risonante con i corpi posseduti e quelli eventualmente ottenuti.
Le fascie triadiche orizzontali possono essere quindi vissute ascendendole e discendendole, piรน volte, anche allโinterno della stessa giornata! In pratica, ogni volta che si vive in una fascia si possono apprendere, attraverso lโesperienza consapevole (nel presente e nella direzione che si sta seguendo) le informazioni necessarie a modificare la conoscenza e lโessenza in vista di un passaggio a livelli superiori (nel senso che sono piรน complessi), quindi a triadi piรน elevate.
In conclusione
Abbiamo cercato insieme di sfiorare quel movimento di “discesa” e “risalita” comune a tutte le esistenze, a tutte le cose e a tutte le creature dell’Universo, cercando di descriverne organicamente le caratteristiche peculiari.
Esso รจ un’onda che porta con sรฉ la vita, permeando e trasformando tutto e tutti. Non รจ mai ferma, perciรฒ non รจ semplice afferrarla: possiamo vedere e analizzare i suoi momenti cristallizzati, ma essi non sono che istantanee di qualcosa che รจ sempre in movimento, omnicomprensiva, e quindi infinitamente piรน complessa. La radioestesia nel suo senso e significato piรน naturale, comunque, ci invita a contemplarla: ogni tentativo, infatti, ci fa risuonare con parti di questโonda vitale, dalla quale noi stessi proveniamo. Vibrando secondo il suo ritmo, perciรฒ, rimaniamo liberamente agganciati a quel progetto universale che รจ allo stesso tempo radice e scopo per tutti gli esseri, in tutte le ere e in tutte le dimensioni in cui esistono.
Queste informazioni potrebbero essere del tutto nuove per molti di noi. Ma esse, altrettanto, risuonano sulla medesima onda e nonostante le resistenze della mente, ci auguriamo possano, se anche solo lette o ascoltate, entrare con il tempo a far parte del nostro pensare e del nostro sentire.
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Francesco Carlo Paolo
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