Fin dal XVI secolo esisteva in Valstrona una nobile famiglia di conti, detti ยซGozzanoยป, la cui residenza dominava l’abitato di Luzzogno. La stirpe diede parroci al paese e vescovi alla cristianitร . Nell’edificio, ancora esistente, al piano alto, sulla parete del loggiato nella quale si apre la porta di accesso alla camera da letto patronale, รจ ancora presente un complesso ed enigmatico dipinto allegorico.
Poche o pressochรฉ nulle sono le informazioni su questo ยซgioielloยป, che รจ tale non tanto per stile e qualitร artistica, quanto per la sua profonditร sapienziale e la sua vastitร simbolica. Se le poche ricerche sull’argomento ne hanno individuato i tratti essenziali, bisogna spingersi in direzioni nuove per riuscire ad afferrarne i preziosi segreti.
Luzzogno: Santuario della Colletta
Il dipinto si presenta come una sorta di tabella, di tavola ben spaziata in quattro quadri, separati a coppie in senso verticale da una colonna, avvolta in spire da un drappo e terminante in un ยซsoleยป con la Madonna e il Bambino Gesรน al centro.
I due riquadri bassi presentano ciascuno una teoria di personaggi femminili, allegorie dei vizi e delle virtรน. I due alti presentano invece schiere angeliche con tratti maschili. Una linea di cartigli o forse di tende separa le immagini angeliche da quelle femminili, come a oscurare le une dalla vista degli altri.
Le due teorie maschili e femminili sono senz’altro un riferimento alla terra (femminile e umano) e al regno celeste (maschile e angelico). In senso orizzontale, le figure femminili delle due teorie sono le stesse, ma ritratte ciascuna in comportamenti antitetici: lo specchio che induce prudenza, il guardare bene dentro sรฉ stessi รจ anche lo specchio della vanitร che genera superbia. Cosรฌ, il bene e il male terreni si fronteggiano, ma esistono insieme, sono aspetti di una stessa cosa.
Ma, appunto, bene e male sono soltanto terreni; nel regno celeste non c’รฉ spazio alcuno per il male. Infatti, sono angeli anche quelli che si avvicendano sopra ai vizi e sono precisamente quei 7 vittoriosi, di cui parlano i profeti biblici e l’Apocalisse, ciascuno sopra ogni afflizione. Gli angeli piรน esterni portano emblemi eloquenti che si rifanno ai Vangeli: il velo della Veronica, che fu ยซsollecitaยป nel soccorre Gesรน, la croce del Cireneo che fu suo ยซalleatoยป nella salita al Golgota, ecc.
Se poi facciamo caso alla scelta di porre i vizi alla sinistra della Madonna e le virtรน a destra, otteniamo una precisa direzione di lettura, aiutata anche dagli sguardi reciproci di tutti i personaggi: dai 7 angeli guardiani con gli sguardi verso il basso, l’occhio viene condotto ai vizi, da questi alle virtรน e di nuovo in alto verso i 7 ยซangeliciยป Doni dello Spirito. Lo sguardo e il corpo del Bambino Gesรน sono rivolti a chi ยซlo segueยป, quelli della Madre a chi รจ lontano e ancora deve percorrere il ยซsentiero irto di ostacoliยป. Si compie con gli occhi una spirale, discendente e poi ascendente, quella della fallacitร umana che, con l’aiuto del cielo puรฒ diventare virtรน e attraverso questa ci puรฒ portare al cielo e ai suoi doni spirituali.
L’albero al centro, rifร lo tesso movimento, di discesa attraverso le spire del drappo, di risalita attraverso l’albero vero e proprio, avvolto all’interno… il sole che alimenta le foglie e il nutrimento delle radici che, grazie alla luce si trasforma e risale fino alle fronde, facendo germogliare nuova vita.
Potremmo definire quindi questa rappresentazione un ยซviaggio dell’animaยป per immagini o una ยซmappa dello spiritoยป, che trae certamente ispirazione dal genere letterario-artistico-teologico di cui la Divina Commedia dantesca รจ senz’altro il piรน elaborato rappresentante occidentale.
Luzzogno
Il destino dell’uomo e della sua anima dopo la morte รจ uno dei quesiti esistenziali fondamentali e ha prodotto in tante culture ed epoche opere che cercano di spiegarlo con mirabile bellezza, dall’Apocalisse di San Paolo ai testi sufi (ad esempio il ยซLibro della Luceยป di Bistami o il ยซCammino degli uomini verso il loro ritornoยป di Sanai, il ยซRacconto di Hayy Ibn Yaqzanยป di Avicenna, il ยซLibro del viaggio notturno verso la maestร del Generosoยป e ยซLโAlchimia della felicitร ยป entrambi di Ibn Arabi), dalla ยซNavigazione di San Brandanoยป (VII sec.) ai poemetti medievali cui si ispirรฒ con buona probabilitร anche Dante (ยซLa Gerusalemme Celeste e Babilonia cittร infernaleยป di Giacomino da Verona o il ยซLibro delle tre Scrittureยป di Bonvesin della Riva), alle ยซvisioniยป (quella di Alberico di Settefrati e quella di Tugdalo sono forse le piรน celebri), fino al trecentesco ยซLibro dei Vizi e delle Virtรนยป di Bono Giamboni.
Se quest’ultimo puรฒ essere stato di ispirazione per parte del dipinto in casa Gozzano, ce n’รฉ perรฒ uno soltanto dal quale l’ignoto pittore puรฒ aver tratto l’idea generale della composizione. Ben noto giร al tempo di Dante, รจ il testo islamico, di autore anonimo, noto come ยซLibro della scala di Momettoยป, che narra del ยซmirajยป, il viaggio nell’aldilร compiuto dal profeta, solo accennato nel Corano.
Nel capitolo VI, Maometto, salendo la scala verso l’altro mondo, guarda in alto e vede ciรฒ che lo attende: ยซ…guardando in alto vidi un grande angelo assiso in trono, il quale reggeva tra le mani una tavola che si stendeva da oriente a occidente. Alla destra di quell’angelo ce n’erano molti altri, coi volti rilucenti come luna piena, per lo splendore della grazia di Dio. E tutti quegli angeli indossavano vesti verdi, piรน splendenti dello smeraldo, e avevano profumi piรน soavi del muschio e dell’ambra. E a sinistra c’era una schiera di angeli piรน neri dell’inchiostro, con gli occhi rosso fuoco, e puzzavano e avevano voci piรน forti del tuono e il loro aspetto era immensamente spaventosoยป.
Cosรฌ si presenta il dipinto di casa Gozzano a Luzzogno: La Madonna che regge la ยซtavolaยป della nuova legge, il Bambino Gesรน (che ne รจ il portatore), angeli lucenti alla sua destra e angeli ยซtenebrosiยป alla sinistra.
La composizione stessa รจ una tavola, coperta di numerose epigrafi che, fingendo di spiegare il contenuto delle immagini, traggono in inganno l’occhio inesperto e spalancano invece nuovi livelli di lettura a chi ne รจ meritevole.
Si legge, in basso sotto i vizi un duro monito: ยซAi cattivi non giova avere buone conoscenze, se non onorano il Dio vero e santoยป. Poichรฉ il bene e il male sono governati dalle stesse leggi (le buone conoscenze), non รจ cosa buona che esse cadano nelle mani di chi vuol compiere il male. Questo non soltanto perchรฉ รจ un’offesa a Dio, ma anche perchรฉ ยซnon giovaยป a loro stessi. Il male che potrebbero fare, su di loro si ritorcerebbe.

Queste parole dunque, alludendo a certe ยซconoscenzeยป ne indicano la presenza nascosta nel dipinto stesso. L’epigrafe gemella, sul lato opposto, prosegue, seguendo sempre il percorso a spirale, a svelare il mistero: ยซSe c’รฉ qualcosa che conviene ai bambini, giovani e vecchi, cogli con chiarezza tutta la forza delle virtรนยป. Quelle ยซbuone conoscenzeยป sono, con una perifrasi sibillina, ยซla forza delle virtรนยป ed esse sono invece buona cosa (sono convenienti) per i ยซbambiniยป, per i puri di cuore, siano essi giovani o anziani. La pratica delle virtรน รจ ciรฒ che li porterร al cielo.
Solo a questo punto l’albero, la palma, al centro ci rivela il successivo livello di comprensione. Volano via, uno dopo l’altro, i veli che coprono la veritร . Il primo era giร alzato, il secondo si รจ scostato, ora si solleva il terzo, donando nuovi significati anche al primo e al secondo.
Indubbiamente potremmo identificare la pianta nel dipinto come quella che stava al centro del Paradiso Terrestre. Ma nella Genesi, come piรน volte รจ stato fatto notare, gli alberi sono ben due, quello della ยซVitaยป e quello della ยซConoscenza del bene e del maleยป. Uno sta, appunto, al centro, l’altre accanto ai cancelli. Da quello della Vita, su cui sta il serpente, Eva coglie il frutto. Soltanto quando lei e Adamo verranno cacciati, invece, s’accorgeranno di quello della Conoscenza e non ne potranno piรน avere beneficio alcuno!

Luzzogno: affreschi del Santuario della Colletta
Nel dipinto l’Albero che vediamo e che adesso possiamo riconoscere รจ quello della Vita, il cui tronco รจ avvolto dal serpente, non il tentatore, ma la sua antitesi, il ยซserpente celesteยป, la parola saettante di Dio che scende verso la terra. Le brevi epigrafi che saltano sul tronco, di nuovo, cercano di trarre in inganno lo sprovveduto, ma regalano altre preziose veritร ai piรน puri di cuore.
ยซQuesta รจ la celeste pianticellaยป, proclamano. ร l’albero che ha in cielo le proprie radici e che ยซsupera le piante sabeeยป. Cosรฌ, ritroviamo lungo il cammino Dante e la sua Commedia e precisamente il Canto XXXI dell’Inferno in cui รจ contenuta una sibillina frase attribuita al gigante biblico Nimrod: ยซRaph el mai amech zabi almiยป (Contra chi [vieni] allโacqua del Gigante, al profondo del Zabio?).
ยซZabioยป, sabeo, รจ l’epiteto con cui il sommo poeta definisce il leggendario primo re di Babilonia. Non รจ difficile scorgere per questo semplice motivo, nella ยซpianta sabeaยป spiraleggiante, simile all’albero del dipinto, la mitica Torre di Babele. Secondo il patriarca alessandrino Eutichio, infatti ยซ…al dire dโalcuni, chi prima aveva istituito la religione degli Zabi, era stato nel numero di coloro che avevano edificato Babeleยป. Ma qui non si indica la sola torre biblica, la perifrasi รจ infatti utilizzata al plurale. Potrebbe sottintendere che la ยซceleste pianticellaยป, che di per sรฉ รจ anche un ยซtempio misticoยป รจ piรน alta, cioรจ elevata (in senso spirituale) di qualunque altro tempio.
In termini di ยซbuona conoscenzaยป, quella da cui รจ iniziato il percorso nel dipinto, l’epigrafe potrebbe dunque suggerire che la sapienza di cui si parla รจ la piรน elevata di tutte, anche di quella dei ยซSapientiยป. A tal proposito, un controverso e oscuro testo arabo-spagnolo del XI secolo, il Ghaฬyat al-Hakiฬm (conosciuto anche come Picatrix Latino), contiene un’interessante chiave di lettura, poichรฉ indica i sabei come ยซservi nabatei (copti) dei Caldeiยป e li indica come ยซsottomessi alla lunaยป e come fabbricatori di amuleti, esperti di magia e dediti al culto dei sette pianeti e dell’Orsa Maggiore. I sabei, a quanto pare erano ยซsapientiยป pagani, come i re Magi. Ma neppure questo risolve il problema del termine ยซpianteยป, plurale nell’epigrafe.
Luzzogno: affreschi del Santuario della Colletta
C’รฉ perรฒ anche la possibilitร che l’idea di riferirsi a questo popolo leggendario sia di nuovo stata ispirata da testi islamici. Dei ยซsabeiยป parla infatti il Corano in ben tre sure, tra cui la II e la V, in cui sono annoverati al terzo posto tra le Grandi Religioni. Il primato ovviamente spetta all’Islam, ma la religione sabea risulta ยซmiglioreยป di quella ebraica, ma non elevata quanto quella cristiana, sebbene sia ad essa la piรน prossima.
Sheba o Saba รจ il mitico regno della sposa di Salomone. Il suo popolo avrebbe dunque ben ragione di essere definito ยซsabeoยป. Nel periodo di maggior espansione il popolo Nabateo controllava pressochรฉ tutta la penisola arabica compresi i territori delle tribรน yemenite, discendenti della Regina di Saba. Secondo la tradizione africana, invece, la sovrana sarebbe di origini etiopi e ciรฒ potrebbe spiegare perchรฉ nel Picatrix si usi la locuzione ยซnabatei-coptiยป.
Proprio dai territori di Sheba/Saba proviene la piรน celeste delle piante, l’incenso, l’arbusto ยซspiritualmenteยป piรน elevato. La sua resina รจ la piรน pura delle sostanze conosciute e ad essa potrebbe riferirsi il cartiglio del dipinto di casa Gozzano, per indicare che la ยซceleste pianticellaยป รจ un’essenza ancora piรน pura della piรน pura tra le essenze conosciute.
L’epigrafe successiva in questa prospettiva, conferma appieno l’ipotesi: ยซquesta pianticella รจ un giglio di pudoreยป. Il giglio รจ notoriamente il simbolo stesso della purezza, mentre il ยซpudoreยป รจ ciรฒ che rende ยซinarrivabileยป. La pianticella รจ quindi di ยซirraggiungibile purezzaยป.
Procedendo leggiamo che la pianticella รจ ยซMadreยป della salvezza, รจ colei che genera la salvezza per tutti. Infine, nel piรน lungo di tutti i testi del dipinto, ritroviamo il termine ยซMadreยป . La pianticella ยซpurissimaยป e produttrice di salvezza รจ anche Madre di Dio.
Anagramma puro! Non perchรฉ si legga anche al contrario ma, in senso ermetico, perchรฉ tutto sta in tale purezza e comunque si cambi l’ordine delle lettere, essa sarร sempre pura… come in alto, cosรฌ in basso, come in cielo cosรฌ in terra…
Luzzogno: Santuario della Colletta
E l’altro albero del Paradiso? Qui sta la grande prova. Perchรฉ, nella Genesi, Adamo ed Eva si accorgono troppo tardi della sua esistenza, perchรฉ lo vedono soltanto quando vengono scacciati? Forse perchรฉ quell’albero รจ l’Eden stesso e solo quando ne escono scorgono finalmente, da fuori il su tronco.
Nel dipinto di casa Gozzano l’idea, almeno, sembra essere questa. Il bene e il male, i vizi e le virtรน, sono ben rappresentati, quasi fossero radici di un grande albero, insieme a parole che esortano a ยซconoscerliยป. A sorvegliare entrambi ci sono gli angeli, come quelli posti all’ingresso dell’Eden, poichรฉ una tale sapienza รจ sapienza ยซangelicaยป o, per dirla come Salomone nel Corano, la ยซlingua degli uccelliยป (esseri del cielo, angeli, appunto): ยซO uomini! siamo stati istruiti al linguaggio degli uccelli (ullimna mantiqat-tayri) e colmati di ogni cosaยป.
Il percorso ora รจ giunto a compimento ed รจ pronto a ricominciare.
C’รจ un ultimo dettaglio. Quando l’osservatore si pone davanti al dipinto, inconsapevolmente guarda verso nord-ovest, lร dove si trova, secondo le tradizioni mistiche, l’ingresso per l’aldilร …
BIBLIOGRAFIA
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“Il dipinto di casa Gozzano…” รจ disponibile in formato PDF su ![]()
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