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Storia dell’uomo che scopriva le tombe con il pendolino

Condividi Talvolta eventi fortuiti fanno riemergere dalle nebbie del passato storie dimenticate e curiose ma che meritano di essere raccontate anche se minacciano di sollevare dei gran polveroni. Quello che mi accingo a circostanziare รจ proprio uno di quei fatti, che lasciano interdetti per la stranezza di ciรฒ che accadde e perchรฉ il testimone รจ
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Teodora e i tre decani: il segreto celeste di Ravenna?

Condividi Il simbolo per eccellenza di Ravenna, che fu per tre volte capitale, รจ senzโaltro lโAdorazione dei Magi, che compare in cittร almeno quattro volte: a SantโApollinare Nuovo la piรน celebre; a San Vitale sul sarcofago di Isacio (620-637 d. C.) e tra le vesti dellโimperatrice Teodora, nel mosaico a lei dedicato; a San Giovanni
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FRร RรTT – Un alchimista in Valstrona

Condividi Si racconta che il medico condotto Innocenzo Ratti, vissuto a Massiola, piccolo centro della Valstrona, sul finire dell’800, fosse anche un alchimista. In gioventรน frate allievo di padre Appiani, dottore, erborista, botanico, agronomo e geologo di fama, abbandonรฒ l’abito talare per amore della bella Teresa (una delle modelle di Hayez) e finรฌ per stabilirsi
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La mia terra mi insegnรฒ le veritร

Condividi Dipinse l’acqua sopra il fuoco e accanto il demone dell’aria insieme alla terra nutrice. Non ci si puรฒ sbagliare e non puรฒ essere casuale. Perchรฉ altrimenti raffigurare il Battista lungo il fiume, sulla cappa che copre il focolare? Aveva seminato come molliche di pane i brandelli delle veritร in tante sue opere, nascosti ma
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Divine incorporazioni

Condividi Nel lontano 525, l’asceta norcino Benedetto, dopo aver rischiato piรน volte l’avvelenamento da parte di certi suoi confratelli a Subiaco, parte per Cassino e attraverso il bosco consacrato a Venere, sale fin sulla cima del monte che domina l’abitato, dove sorge un tempio di Apollo. Qui, come racconta San Gregorio Magno nei Dialoghi, โfece
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Noi siamo legione, Noi siamo dei

Condividi โHo domandato la veritร di quei fatti a uomini capaci di farmela conoscereโ (Eucherio di Lione) Mediolanum, anno 342. Atanasio di Alessandria, grazie all’intervento del suo grande amico e difensore Protaso, ottavo vescovo della cittร , viene ammesso al cospetto dell’Imperatore Costante. Il regnante ascolta con attenzione l’esule mediorientale, bistrattato campione di fede e strenuo
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Io sono la genitrice dell’universo

Condividi Nelle leggende del Graal, tra le sue mille forme e apparenze, compare sempre quella del vaso, del contenitore, che raccoglie un qualche โciboโ o โnettareโ divino. A chiunque potrebbe palesarsi, ma solo pochi si rendono conto, in ritardo, come Perceval, di cosa sia. Nonostante il successivo affacciarsi, nelle storie dei trovatori, della figura di
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Quel giuliano detto Giulio da Egina, cacciatore di draghi

Condividi Cosa pensate mai, levando lo sguardo verso l’alto della volta ombrosa dalla quale penzolo? Sapete forse come ci son finita? Mo’ ve lo racconto… Tutto iniziรฒ con un certo missionario che veniva da oriente in compagnia di alcuni suoi discepoli. Passรฒ da Roma per meditare sulla tomba di San Paolo. Poi fu chiamato verso
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La fabbrica dei santi immaginari

Condividi Anno 776. Un messaggero trafelato sfreccia lungo i ciottolati di Novaria fino alla sede vescovile. Smonta dal cavallo schiumante e corre, strabuzzando gli occhi per lo sforzo, su per le scale. Carica a testa bassa come un toro infuriato tutte le porte che gli ostacolano il cammino, finchรฉ raggiunge la stanza del vescovo. Stremato
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La voce della terra (parte 3)

Condividi … segue dalla seconda parte… Fino alla metร del 1300 San Gaudenzio in Baceno non era che un semplice oratorio correttamente rivolto ad Est, su un promontorio roccioso all’incrocio tra la Valle Antigorio e il vallone del Devero. Nel corso degli anni, con il crescere del numero dei battezzati nella zona e nel paese,
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Il lupo, l’airone e una "gran puzza di zolfo"

Condividi Lo condannarono con l’accusa di โluteranesimoโ non perchรฉ fosse seguace dell’ostinato riformista teutonico, ma poichรฉ non sapevano cosa imputargli. C’era qualcosa nelle sue opere, nella sua pittura, che inquietava i benpensanti e โpuzzava di zolfoโ. Era di certo โnon-cristianoโ, su questo non c’erano dubbi. Cosรฌ gli inquisitori di Milano lo raggiunsero nel 1561, lo
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La voce della terra (parte 2)

Condividi …segue dalla prima parte… In ogni territorio c’era almeno un luogo in cui era possibile udire le sibille, i sussurri della Grande Dea. Erano cinque ma era una, racconta il filosofo dei dialoghi. Presso l’omphalos, โombelicoโ del mondo, origine dalla quale la vita discende, raccoglievano i discorsi e i pensieri della Dea per l’uomo,







