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Mentre i lavori fervono, perรฒ, sono costretti a partire per combattere a Novara, a Carpignano, a Vercelli, al passo di Paglino, alla Rocca di Angera. La guerra termina soltanto nel 1617: il Duca sabaudo ha preso il Monferrato. I miliziani tornano ai loro paesi e rimettono mano alla Gurva e alla Madonna della Neve, ora anche in segno di ringraziamento alla Madre della valle, che ne ha guidate le gesta.

Nel 1622 l’oratorio della Madonna della Neve di Bannio รจ pronto. Ma la peste manzoniana รจ alle porte. Non resta che affidarsi alla Vergine e far voto di difendere in Suo nome sรฉ stessi e gli abitanti di Anzino e di Bannio, come giร  gli antichi legionari romani avevano fatto molti secoli prima, presidiando le viscere dell’abitato ricolme di oro. Quel 5 di Agosto viene proclamato festa perpetua della Milizia1.

BannioNeve

 

La Gurva vede invece il suo compimento e la sua inaugurazione solo dopo che la peste รจ un ricordo, nel 1641. Tutti i reduci anzaschini della campagna 1614-1617 vengono invitati, in quel 15 di Agosto, giorno dell’Assunta, alla solenne consacrazione della nuova chiesa che, per molti anni sarร  il fulcro delle milizie della valle.

Quando nel 1701 l’invasore ispanico, nella persona di Carlo I muore e si scatena la Guerra di Successione, forse per un attimo i legionari dell’Anzasca vendono il termine del loro impegno militare. Ma la cessione del ducato agli Asburgo infrange le loro speranze. Trent’anni dopo si ritroveranno annessi โ€“ e sempre pronti all’intervento militare โ€“ proprio ai sabaudi per combattere i quali erano stati creati.

GuerraSuccSpagn

 

Poi, nella seconda metร  del 1700, qualcosa cambia per sempre. L’istinto di ribellione e il desiderio di libertร  si stanno diffondendo come un profumo in Europa. La Rivoluzione Francese รจ alle porte. Le Milizie della Terra devono essere risvegliate. Non saranno piรน difensori, ma attaccanti. La Terra che li ha visti nascere ora non deve trattenerli.

Servono nuovi patroni che li spronino a scendere in battaglia. A Bannio, la pelle di quel San Bartolomeo che provvidenzialmente รจ giร  il nume della Parrocchia, diventerร , insieme al suo pugnale, la pelle… i confini del โ€œcorpoโ€ della valle… che i miliziani venderanno cara โ€“ combattendo โ€“ al nemico. Tra il 1774 e il 1776 infine, giungono da Roma per opera del frate cappuccino Francesco Maria Ballotta, che li ha appena ritrovati nelle catacombe di San Lorenzo, i martiri guerrieri San Felice e San Vincenzo. Agghindati da combattenti quali sono, i loro corpi, insieme alle ampolle contenenti il loro sangue, vengono posti nella parrocchiale, per difendere il corpo e lo spirito della valle e dei suoi frutti.

BANNIO1

 

Alla milizia di Calasca, sul lato opposto della valle, viene forse assegnato un compito diverso e con esso, un potere inatteso. E il potere, si sa, logora e porta a compiere le piรน atroci nefandezze. Come la Madonna della Neve, la Gurva non puรฒ piรน essere il nume tutelare dei legionari. Continueranno dunque ad onorarla quale luogo d’origine, ma i tempi sono cambiati.

La costruzione di un nuovo โ€œsantuarioโ€ in cui possa riconoscersi un guerriero, grande abbastanza da contenere non piรน una milizia ma un vero esercito, รจ ora necessaria. Nel 1791 comincia infatti la costruzione di quella sontuosa chiesa che verrร  poi soprannominata โ€œCattedrale nei boschiโ€.

Calasca1

 

Intanto giungono da Roma le reliquie di San Valentino2. Vestite con paramenti militari vengono poste nel terzo altare sinistro dall’entrata. Il guerriero martirizzato ora domina incontrastato. Se a Bannio i capi โ€œspiritualiโ€ della milizia, credendo di diventare reliquie essi stessi, si fanno seppellire all’esterno del muro, proprio dove riposano Felice e Vincenzo, ad Antrogna sono i capi militari che, con lo stesso pensiero, ordinano di essere sepolti tra i mattoni che giungono fino San Valentino. Dicono che va fatto poichรฉ essi vogliono servirlo pure nell’aldilร  ma, in veritร , questi sedicenti โ€œelettiโ€ aspirano cosรฌ a condividere la sua stessa forza e continuare a comandare.

Calasca2x

Sulla volta della chiesa, poi, esprimono il loro sdegno e la loro ansia di libertร . La Madre-valle li ha benedetti e tenuti vicino a sรฉ, in un abbraccio pieno di tenerezza. Ma, secondo loro, quella tenerezza ha infine spento la loro indole guerriera. Ad essa, alla dea, scelgono dunque di ribellarsi ponendo nella volta Prometeo, il โ€œbastian-contrarioโ€, che rubรฒ il fuoco agli dei, ritenendo che l’uomo, degli dei, puรฒ farne a meno.

Prometheus

 

รˆ il loro grido di battaglia: il fuoco รจ nelle loro mani. Prometeo prese il fuoco dagli dei, il fuoco che alimentava le fucine di Efesto e che produceva le armi di Ares/Marte. Sant’Antonio Abate, cui l’edificio viene intitolato, รจ colui che quel fuoco lo prese: โ€œChiedete con cuore sincero quel grande Spirito di fuoco che io stesso ho ricevuto , ed esso vi sarร  datoโ€3. E tale era il fuoco della guerra che la Milizia avrebbe diffuso, il fuoco perpetuo e indomabile della guerra, il fuoco dei moschetti, che si scatena come un incendio e che nessuno puรฒ fermare.

Nel 1797 il nuovo sacrario della milizia รจ pronto. Il fuoco del Santo Antonio arde nei miliziani. La milizia diffonderร  le fiamme della guerra e solo la milizia sarร  in grado di domarle. Perciรฒ, qualche anno dopo (1805) giungerร  ad Antrogna anche una reliquia di quel San Defendente4, guerriero come gli altri, ma della Legione Tebea, che del fuoco e degli incendi รจ guardiano.

SanDef

La Madre-Valle รจ giร  stata dimenticata. Da lรฌ la milizia viene, ma il suo destino รจ verso i martiri guerrieri, verso il Santo Antonio, egiziano ed esoterico come Defendente. Qualcuno si premura di segnalarlo. Inforca la porticina a sinistra dell’affresco della Gurva e imprime per sempre, nella roccia che sostiene il masso errante, come fosse uno sfregio, la ribellione della milizia alla Madre che l’ha generata, mettendola via, a riposo, congedandola.

SfregioGurva

Ma il tempo, quello della storia, รจ tiranno. Mentre ancora la milizia sogna la guerra e la ribellione, la Rivoluzione Francese รจ giร  finita. Defendente deve ancora arrivare ad Antrogna e giร  un nuovo despota straniero rifonda l’Impero che, con la Rivoluzione, si pensava estinto.

Napoleone รจ inarrestabile, nessuno si oppone e quei pochi che osano vengono sconfitti.

I sogni di gloria della Milizia si sciolgono, come si scioglie la neve del Rosa al sole. Anche se il Bonaparte, dopo il disastro in Russia, viene sconfitto, ormai รจ tardi. I legionari di Anzasca non hanno portato guerra, non hanno conquistato, languono nella valle. La compagine, nel 1743, รจ ormai ridotta a 27 anime, reduci di una guerra che non hanno mai combattuto.

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Della gloriosa e intricata storia non rimane che il ricordo sbiadito, qualche segno nella roccia e il fastoso rituale d’agosto. Dapprima si festeggia la Vergine, madre della milizia, alla Gurva. Ma subito dopo si festeggia San Valentino, il nuovo patrono, con una festa che รจ identica, poichรฉ solo il luogo (la parrocchiale di Antrogna) รจ diverso. A quel punto, tutto รจ cambiato. La Madonna va messa a dormire, ridotta al silenzio nella sua teca dorata, va โ€œlugร  la Madonaโ€, va messa via…

– Francesco Teruggi –

AveMariaGurva


1Si conserva ancora nell’oratorio l’ex-voto di quell’evento.

2Da non confondersi con i suoi piรน famosi omonimi, รจ un oscuro โ€œmartireโ€ ritrovato nelle catacombe romane, la cui agiografia รจ scarna se non pressochรฉ inesistente. Giace nella parrocchiale di Antrogna con indosso vesti da legionario.

3Cfr. S. Antonio Abate, Lettera 8

4Il corpo di San Defendente (quasi completo) รจ perรฒ custodito nella โ€œBasilicaโ€ omonima a Romano di Bergamo. Le sue reliquie ad Antrogna, sempre che si tratti dello stesso โ€œmartireโ€, come quelle del misterioso San Valentino, non sembrano essere state ancora riconosciute pienamente dalla Diocesi. Cfr. ad esempio gli elenchi dell’Archivio Diocesano di Novara in cui i due โ€œsantiโ€ non figurano.


BIBLIOGRAFIA

Andrea Primatesta, Calasca e Spigolature di Valle, 2005

Sandretti Agostino, Calasca Zibaldone 1 e 2, 1948-1950

Adriano Antonioletti e Carlo Colombo, La Madonna della Neve e la sua Milizia, ed. privata

Enrico Bianchetti, L’Ossola Inferiore, 1872

Massimo Centini, Martiri Tebei, storia e antropologia di un mito alpino, 2010

Oliviera Calderini e Alberto De Giuli, Segno e simbolo su elementi architettonici litici nel Verbano Cusio Ossola, 1999

Fabio Casalini, Il santuario costruito sulla roccia, 2014 (Viaggiatoricheignorano.blogspot.it)

Fabio Casalini, Il sacro fuoco della Cattedrale nei Boschi, 2014 (Viaggiatoricheignorano.blogspot.it)

Fabio Casalini, Quando le pietre raccontano una storia, 2014 (Viaggiatoricheignorano.blogspot.it)

Fabio CasaliniIl mistero delle Milizie della Valle Anzasca, 2014 (Viaggiatoricheignorano.blogspot.it)

 


DE LA GURVE: LUOGHI FORTI E MILIZIE DELL’ANZASCA รจ disponibile come documento completo su academia-logo


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