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A Cannobio, presso l’attuale piazza S. Ambrogio, sorgono ravvicinate due chiese. Quella settentrionale, intitolata allo stesso santo milanese, ha forma ottagonale con un corpo rettangolare allungato verso ovest. Quella meridionale, esacrata (sconsacrata) e dedicata a Santa Maria Maddalena, ha invece impianto a croce.

Sant’Ambrogio รจ probabilmente non solo la piรน antica delle due, ma dell’intero borgo. Durante i lavori di demolizione del coro che si trovava a levante, nel 1629, per allargare la piazza, emerse infatti la data del 925 impressa su una pietra estratta dal muro. L’edificio compare poi nel 1174 nella Carta Capitolare e negli Statuti Borghesi.

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La Chiesa della Maddalena, invece, sembra esistere con certezza soltanto dal 1340 circa quale ospitale della comunitร . La struttura doveva essere piccola e angusta, con il coro rivolto a est. Pare che, poco piรน a meridione scorresse un tempo il torrente Cannobino, poi deviato dall’innalzarsi del terreno o dall’abbassarsi progressivo del greto, sul percorso attuale. Il letto del torrente doveva trovarsi pressapoco dove oggi si snoda via Amore. Scavi (?) sotto la vigna antica dei Cappuccini, poco a sud della chiesa, rivelarono infatti la presenza di ciottoli e ghiaione.

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Veduta di Cannobio da Viaggio pittorico ai tre Laghi Maggiore, di Lugano e Como, Milano, 1816-21,
disegnato da F. Lose e inciso da Carolina Lose (fonte: http://archiviodelverbanocusioossola.com)

Ciรฒ contribuisce a chiarire la posizione strategica dell’ospitale che, probabilmente, si trovava nei pressi del guado sul Cannobino, lungo la strada principale. Qui, avrebbero dunque sostato i pellegrini e i viandanti in attesa di passare il torrente nei frequenti periodi di piena.

Nel 1488 la chiesetta-ospitale con le abitazioni attigue era gestita dai Minori Osservanti Francescani.

Poi, per volere di San Carlo Borromeo, nel 1575 l’ospitale viene spostato a Santa Giustina, un tempo degli Umiliati e la chiesa passa ai Cappuccini da poco insediatisi a Cannobio. Ingrandita e abbellita viene riconsacrata dallo stesso San Carlo nel 1582, come ricorda una lapide ancora esistente.

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L’interesse dei Cappuccini per Cannobio e l’attenzione di San Carlo per l’Ordine dei Cappuccini furono probabilmente dovuti anche al vicario generale dell’epoca, Evangelista Ferritina da Cannobio (1511-1595), teologo e โ€œuomo fornito di prudenza, di singolare erudizione e di una insigne probitร  d’animoโ€, che aveva partecipato attivamente al Concilio di Trento nel 1562. Provinciale di Milano, eletto e riconfermato piรน volte Definitore Generale (1541 al 1593) e procuratore dellโ€™Ordine presso la Santa Sede (1558 e 1561), l’aveva governato per diversi anni (1564-1567). Di certo per il Borromeofra’ Ferratina era un buon โ€œalleatoโ€ e i Cappuccini erano una presenza piรน discreta, ma altrettanto sicura, di un tribunale inquisitorio, sul confine con i territori svizzeri, notoriamente infestati di โ€œereticiโ€.

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Nel 1627, giudicata non piรน confacente alle esigenze dei frati, โ€œpresso di essaโ€ viene costruita una nuova chiesa, la struttura ancora oggi esistente, con il coro orientato a meridione. Non ci sono notizie che chiariscano se il nuovo edificio fu un ulteriore ampliamento di quello esistente, che ne sarebbe quindi diventato la parte corrispondente all’ingresso oppure il transetto, o se esso non fu tenuto in alcun conto.

Non รจ neppure possibile stabilire se l’insolita dedicazione della chiesa fosse a Santa Maria Maddalena fin dall’inizio o se l’intitolazione sia stata decisa dal Borromeo nel 1575.

A tal proposito, ben nota รจ la proverbiale attrazione del cardinale per le donne, che tuttavia disprezzava profondamente. La sua avversione raggiungeva l’apice nella feroce persecuzione alle streghe che, pur non coinvolgendo direttamente Cannobio, lo vide protagonista nella vicina Valle Mesolcina (Bellinzona), proprio lo stesso anno, il 1582, della riconsacrazione della chiesa della Maddalena.

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Carlo Borromeo brucia i libri eretici trovati in Mesolcina
(chiesa di San Rocco, Soazza) fonte: http://www.ilmoesano.ch

La sua azione, svoltasi tra Roveredo e Mesocco, atta a โ€œpurgare la valle dalle streghe la quale era quasi tutta infestata di questa peste con perdizione di molte anime […]โ€, lo portรฒ a individuare 12 โ€œereticiโ€ di cui 11 donne, streghe, condannate poi ad essere arse vive legate a testa in giรน sul palo del rogo.

Altre โ€œanimeโ€ femminili, invece, come scrisse di proprio pugno nella lettera inviata al Cardinale Paleotti nel 1583, โ€œ…si sono ricevute misericordiosamente a penitenza colla abiurazioneโ€. Queste donne โ€œredenteโ€ si puรฒ ragionevolmente pensare che, nella mente del Cardinale fossero identificabili con la โ€œdonna redentaโ€ per eccellenza dei Vangeli, Maria Maddalena appunto.

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fonte:http://viaggiatoricheignorano.blogspot.it

Del resto, proprio in quegli anni il Borromeo aveva fondato a Milano il ricovero di S. Maria Maddalena, detto il Deposito, nella zona di Porta Orientale, proprio per le donne di malavita bisognose di redenzione.

Non bisogna poi dimenticare che Cannobio era, ancora nel Cinquecento, terra di confine. E precisamente il torrente Cannobino rappresentava una sorta di limite geografico del ducato milanese, territorio del Borromeo. La chiesa-ospitale si trovava dunque in posizione di โ€œdoganaโ€ e il โ€œCastissimoโ€ forse si augurava che funzionasse come un luogo di โ€œquarantenaโ€ per coloro โ€“ donne soprattutto โ€“ che, provenendo da nord, intendevano entrare nel โ€œsuoโ€ territorio.

Se, dunque, la nuova dedicazione fu decisa dal Borromeo, l’intitolazione iniziale della chiesa potrebbe essere stata differente. A ciรฒ potrebbe alludere il deteriorato affresco sulla facciata all’esterno della Chiesa della Maddalena, in cui un uomo prega al cospetto dell’immagine di una Madonna della Valle Cannobina, anzichรฉ invocando la Maddalena, rappresentata nell’affresco sovrastante, abbracciata in solitudine alla Croce.

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Tuttavia, anche la dedicazione della chiesa di S. Ambrogio, a pochi metri, ad oggi intitolata al santo e alla Madonna delle Grazie, potrebbe essere stata consacrata in origine solo alla Vergine, cui piรน tardi fu aggiunto il santo milanese. Un’indizio in tal senso potrebbe essere rappresentato dall’esistenza, nell’edificio, di un antico affresco della Madonna detta โ€œdella Rosaโ€.

Esistevano dunque due chiese dedicate entrambe alla Vergine a pochi metri di distanza una dall’altra? O potrebbe essersi trattato di uno scambio o di uno spostamento di dedicazioni?

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Intitolazioni identiche ripetute e attribuite a chiese adiacenti non sono del resto casi isolati. A Gozzano, la dedicazione primitiva della chiesa di San Lorenzo, primo luogo di sepoltura di S. Giuliano secondo la tradizione e prima parrocchia del paese, sembra essere stata a S. Maria, secondo le parole del Bascapรฉ. Ma sulla sponda opposta del fiume a poche decine di metri di distanza, esiste anche una seconda chiesa con uguale intitolazione, Santa Maria del Boggio, struttura cinquecentesca che sarebbe stata innalzata su un edificio precedente, menzionato in carte del 1015 come Santa Maria de Bozio.

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Chiesa di S. Lorenzo – Gozzano (NO)

Certo, nel caso di Cannobio le coincidenze non mancano. E forse possono offrire un’inattesa spiegazione alla doppia intitolazione. L’immagine piรน antica, sulla piazza Sant’Ambrogio, รจ quella della Madonna della Rosa e tale fiore รจ da sempre rappresentazione della coppa in cui fu raccolto il sangue di Cristo, simbolo insomma di rinascita, di elevazione spirituale. Non a caso il โ€œrosarioโ€ cristiano si richiama ad esso nel nome. In veritร  quel fiore รจ la Vergine stessa, โ€œrosa mysticaโ€ e โ€œflos virginitasโ€, fiore di verginitร , come viene definita nelle Lodi Lauretane e nei formulari del XII secolo da cui queste furono tratte.

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Madonna delle Rose (Botticelli)

E se essa รจ il vaso e la rosa, colei che invece quel vaso lo porta e lo custodisce รจ da sempre Maria Maddalena. Come molteplice, poi, รจ la natura della rosa, fiore caro tanto alla streghe quanto alle fate, cosรฌ duplice รจ la natura di chi โ€œportaโ€ ( o di chi “รจ porta” di) tale coppa: maschile (Giuseppe di Arimatea) e femminile (Maddalena).

Si potrebbe quasi dire che il Graal e il suo portatore siano stati, per caso o per volontร , โ€œsolidificatiโ€ nelle due chiese che si affacciano sulla piazza di Sant’Ambrogio a Cannobio

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 Ringrazio per questa ricerca GIULIA AIROLDI, ispiratrice della ricerca e il cui contributo nel reperire le fonti storiche รจ stato fondamentale e FABIO CASALINI, la cui preziosa consulenza mi ha consentito di colmare le inevitabili lacune.


BIBLIOGRAFIA

Luigi Branca, Storia di Cannobio e dei Castelli di Cannero, 1893

Giovanni Francesco Del Sasso Carmine e Pietro Carmine, Informazione istorica del borgo di Cannobio delle famiglie di esso borgo, 1912

Teresio Valsesia, Cannobio e la Valle Cannobina, 1976

Fernando Vittorino Joannes, Vita e tempi di Carlo Borromeo, 1994

Pietro Sforza Pallavicino e Zaccaria, Istoria del Concilio di Trento, 1833

Fabio Casalini, Carlo Borromeo e le donne gettate nel fuoco a testa in giรน!, viaggiatoricheignorano.blogspot.it, 2014


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