Mai terzo comandamento fu preso alla lettera come nella bassa borgomanerese. Sorgeva qui nella piana dell’Agogna, nel XII il burgus di San Leonardo, sorto in epoche piรน antiche sull’opera civile di un accampamento romano. Perchรฉ si chiamasse cosรฌ non si sa. Il nome compare all’improvviso. E dura poco. Giร nel 1231 l’insediamento diventa Commune Buegimaneri.
L’epiteto antico rimane appiccicato soltanto alla piccola e buia chiesa romanica. Il santo in questione รจ un franco del VI secolo, seguace e prosecutore dell’opera del battezzatore San Remigio di Reims. Provvidenzialmente le date esatte della sua vita e della sua morte non sono note e le sue prime biografie furono vergate soltanto quattro secoli piรน tardi.
La sua fama poi si accrebbe grazie a Boemondo I di Antiochia a ai suoi scritti durante la prigionia, facendolo diventare immediatamente uno dei patroni della via Francigena. Ma questo non chiarisce perchรฉ l’antica Borgomanero ne portava il nome, nรฉ perchรฉ la lui era intitolata la chiesa omonima.
L’edificio, cosรฌ semplice e scarno, racchiude piรน di un mistero.

Il piรน evidente รจ in mezzo al ciclo di affreschi della passione, sul lato meridionale. Una delle scene, inizialmente presa per un episodio della vita si San Leonardo, messa lรฌ a sproposito, raffigura invece un Giuda Iscariota dinnanzi al quale sta inginocchiato niente meno che Gesรน!
Non รจ certo una raffigurazione canonica e neppure proviene da apocrifi. ร invece tratta pari pari da un libello del X secolo intitolato โToledลt Yeshลซโ. Il testo, di chiara matrice satirica e poco o per nulla cattolica, รจ molto noto negli ambienti ebraici. Pur essendo medievale, riprende numerosi elementi narrativi giร presenti nella polemica antigiudaica dei tempi di Tetulliano e Origene e altri riscontrabili in testi rabbinici. Rabano Mauro รจ il primo a citarlo in ambito cristiano, nell’ 847.

Vi si racconta grottescamente di come una โparrucchieraโ di nome Myriam viene sedotta da un certo Joseph Pandera e rimane incinta. Abbandonata cresce da sola il pargolo Gesรน, che diventato adulto, viene cacciato dalla sinagoga in quanto generato da un adulterio. Fuggito a Gerusalemme, costui riesce a scoprire i misteri dell’ineffabile nome di dio โYHWHโ e li scrive in una pergamena miracolosa che poi nasconde.
Allora lo scaltro Giuda decide di fingersi suo discepolo e riesce a prendere con l’inganno, dalle sue mani, il rotolo prodigioso. Quando Gesรน, accortosi del tranello, torna a Gerusalemme, viene imprigionato e ucciso.

Le scene in San Leonardo immortalano proprio il momento in cui Giuda, raffigurato proprio come gli altri apostoli nell’abside, convince Gesรน e quello in cui il truffatore, con la pergamena fra le mani, ordina l’arresto del suo ormai ex-maestro. Osservando meglio, l’intero ciclo sembra centrato sulla figura dell’Iscariota piuttosto che sul Cristo.
Del santo cui la chiesa รจ dedicata, invece, non c’รฉ quasi nulla se non, forse, la figura incerta alla base settentrionale dell’arco absidale. Il resto, solo le mura dell’edifico potrebbero raccontarlo.

Qualcosa hanno da dire di certo. Intanto la chiesa non รจ equinoziale, cioรจ orientata ovest-est, ma solstiziale, con l’abside che punta a nord est, all’alba del solstizio estivo, un orientamento insolito. Ciรฒ contrasta anche con la ricorrenza del santo, che รจ il 06 novembre.
Poi, non bisogna dimenticare che la chiesa sorge su un edificio precedente di etร ignota e la dedicazione, per quanto ne sappiamo, si riferisce alla chiesa attuale e non necessariamente alla prima. Il borgo, che era tra i pochi โfranchiโ del novarese (insieme a Borgosesia, Ameno, Soriso, Oleggio e Romagnano), quindi con privilegi โfiscaliโ, fa subito venire in mente un centro agricolo e di allevamento nonchรฉ di scambi e di mercato, nonostante le cronache lo dipingano come un abitato di poco conto.
La dedica a san Leonardo, originario della regione francese di Limoges puรฒ cosรฌ avere una spiegazione razionale. Il Limosino era in effetti celebre per l’allevamento dei buoi. Non a caso Leonardo รจ protettore proprio degli allevatori di questi animali. Ma c’รฉ di piรน. La sua festa รจ il 06 novembre e il mese di novembre, negli antichi cicli dei mesi, soprattutto nelle varianti regionali francesi, รจ il mese in cui โsi mettono i buoi nella stallaโ.

Si intravvede in questo la recondita volontร di assegnare il santo a quel mese come se tra i due ci fosse identitร . La vicinanza รจ ancor maggiore considerando che il suo simbolo sono le catene (รจ patrono dei prigionieri).
I ceppi e le catene infatti sono inequivocabili rappresentazioni della terra unita al cielo, evento che le popolazioni antiche di matrice celtica, anche quelle che abitavano il borgomanerese, celebravano proprio nei primi giorni di novembre. Era la festa di Samhain, tre notti in cui la terra era cosรฌ vicina al cielo che i morti tornavano a visitare i vivi.

Un segnale in San Leonardo c’รฉ… il serpente, la forza profonda della terra, scolpito sul pilastro nord dell’arco oltre l’ingresso mentre si arrampica strisciando verso il cielo.
Sembra un azzardo, ma la possibilitร che la ricorrenza pagana, sia stata โfatta santaโ trasformandola in un presunto monaco cristianizzatore del VI secolo, non pare cosรฌ remota, per quanto le tracce di questa โtrasmutazioneโ si siano persi nella notte dei tempi.

Rimane la questione del โtraditoreโ. Curiosamente lionard/Leonardo significa โforte come il leoneโ e il felino รจ il simbolo, l’animale totemico della tribรน giudaica (di cui faceva parte l’Iscariota, di nome e di fatto). La traccia รจ debole, ma adombra una qualche โfratellanzaโ tra i due personaggi.
La lettura in chiave astronomica sembra poi risolvere il resto dell’enigma. Giuda, la cui nascita simbolica รจ fissata evidentemente nel mese di Marzo (come quella di Mattia che lo sostituรฌ) fu spesso confuso, nel medioevo, con l’omonimo Taddeo, il cui die natalis รจ nel mese di Ottobre.
Guarda un po’… il mese prima di Leonardo!

Ecco dunque che i due, da buoni โconfratelliโ potrebbero essere stati usati nella piccola chiesa romanica borgomanerese per indicare l’inizio e la fine della festa di Samhain. Il loro nomi celtici allora probabilmente sarebbero stati, piรน o meno, Cantlos e Samonios.
Si spiegherebbe allora anche la presenza di scene tratte da un libro anti-cristiano, che trasformano il โtraditoreโ in un eroe, instillando il dubbio che, lรฌ dentro, โle cose non stanno proprio come sembraโ.

C’รฉ ancora un indizio. Il Pantocratore nell’abside รจ accompagnato da due soli. Uno sembra tramontare, l’altro pare al culmine. Sarร un caso che essi si trovano proprio in corrispondenza dello scorpione-aquila e dell’uomo alato, rispettivamente indicanti l’equinozio autunnale e il solstizio invernale?
E sarร suggestione pensare che il momento in cui una declina e l’altra sorge รจ proprio il trinoxtion Samoni sindiu, la festa delle tre notti di Samonios?
BIBLIOGRAFIA:
Aa. Vv., Un borgofranco novarese โ atti del convegno 07 maggio 1994, Fondazione Achille Marazza, 1994
Aa. Vv., Borgomanero, vol. 23 di Percorsi. Storia e documenti artistici del novarese, Provincia di Novara, 2003
Laura Chironi e Alberto Temporelli, a cura di Giuliana Creola, Borgomanero Arte e storia, Kiwanis Club Borgomanero, 2014
Aa. Vv., Novara e la sua storia nel secoli XI e XII, Novara, 1980
Jean Chevalier e Alain Gheerbrant, Dizionario dei simboli, Parigi, 1969
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