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Nella maggior parte delle culture presenti e passate, il cielo รจ maschio, la terra รจ femmina. Per gli antichi egizi, era esattamente il contrario. La dea Nut era il cielo, il dio Geb la terra. Non รจ strano? La grande Madre, il ventre profondo che genera ogni cosa non รจ, in fin dei conti da sempre, la terra?

Forse che gli Egizi ritenessero di venire dal cosmo? Oppure รจ l’unico ricordo di un’epoca in cui i poli terrestri si erano invertiti e โ€œil cielo aveva preso il posto della terraโ€?

Il problema se l’erano giร  posti gli egittologi vittoriani. Per proporre una soluzione, c’era voluto un personaggio del calibro di E. A. Wallis Budge, celebre orientalista noto soprattutto come scopritore e traduttore del โ€œPapiro di Aniโ€, meglio conosciuto come โ€œLibro dei Morti dell’Antico Egittoโ€.

 La sua spiegazione, che lentamente emerge soprattutto dal suo monumentale lavoro in due poderosi volumi โ€œDei dell’Antico Egittoโ€, รจ ancora oggi controversa. Del resto, Wallis Budge stesso รจ ancora amato e odiato, osannato ed osteggiato per il suo grande lavoro di studio e traduzione dei papiri e delle iscrizioni, quanto per l’inconsueto atteggiamento dei confronti della spiritualitร  della civiltร  nilotica.

Soffitto della tomba di Ramses VI

Definรฌ senza dubbio gli Egizi raffinati monoteisti fin dagli albori. Le loro divinitร  non sarebbero altro, in fondo in fondo che aspetti o qualitร  di uno stesso e unico dio. Akhenaton, di conseguenza, non aveva โ€œinventatoโ€ niente, aveva solo tentato di riportare la religione egizia alle origini.

Budge perรฒ, tanto quanto non esitava a sostenere l’alto grado di โ€œraffinatezzaโ€ spirituale degli egizi, sembra, soprattutto in alcuni scritti, non riuscire a capacitarsi del perchรฉ continuassero a rimanere schiavi delle pratiche cosiddette magiche, di amuleti, pozioni e incantesimi. Questo suo strano atteggiamento, unito alla scelta di mescolare, in tutti i suoi testi, i dati e le fonti storiche con le sue personali opinioni, senza distinguerli efficacemente, sono il fondamento delle critiche che ancora oggi molti storici gli rivolgono.

Cosa pensava dunque del cielo femminile egizio? Procedendo a ritroso nel tempo, aveva individuato nei โ€œTesti delle Piramidiโ€ gli elementi della religione egizia primordiale precedente. In essi i sacerdoti eliopolitani, raccontano di come l’enneade (Ra, Thoth, Nut, Geb, Shu, Osiride, Iside, Set, Nepthis) sia la โ€œcompagniaโ€ piรน vicina ad Amon, la prediletta. Ma in origine ve ne erano molte altre: i Shemsu-Hor, gli Ashemu, i Sekhemu, gli Henmemet, gli Afa, gli Utennu, i Setu.

Non รจ chiaro se tutte avessero nove o piรน dei. In ogni caso, secondo Budge, erano tutte formate da coppie maschio-femmina in numero pari, piรน una divinitร  che le โ€œgovernavaโ€.

La Creazione del mondo secondo gli Egizi

Le compagnie non sarebbero che gruppi di โ€œqualitร โ€ dell’unico dio e lo storico non si รจ fatto sfuggire la loro somiglianza concettuale con le schiere angeliche ebraico-cristiane, i cori angelici, governati dagli arcangeli, che la Qabbalah chiama โ€œpotenze angelicheโ€ e definisce โ€œemanazioni del dio unoโ€.

C’รจ una compagnia, perรฒ, che รจ piรน antica di tutte le altre. Gli stessi sacerdoti di eliopoli la descrivono composta di nove dei, quattro maschi e quattro femmine piรน una divinitร  โ€œreggenteโ€.

Le quattro coppie sono: Hehu-Hehut il โ€œfuoco inestinguibileโ€, la massa d’aria che separa il cielo e il paradiso; Kekui-Kekuit le forze dell’oscuritร , il momento che precede l’alba e il momento che segue il tramonto; Kerh-Kerhet, la cui natura รจ difficilmente identificabile. E infine, Nu-Nut.

Di nuovo, Budge non si รจ lasciato sfuggire la strana somiglianza con i quattro principi della creazione secondo la mitologia assiro-babilonese (Apzu Rishtu, Mummu-Tiamat, Lakhmu โ€“ Lakhamu, Anshar – Kishar, Anu โ€“ Enlil), che rappresentano i quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco.

Nut, raffigurazione nel sacrario a lei dedicato a Dendera

In tutto ciรฒ emerge la reale natura di Nut. Nella compagnia-piรน-antica-di-tutte รจ la controparte femminile (sposa e sorella) del dio Nu. Insieme rappresentano l’Abisso, l’acqua primordiale da cui tutto proviene, che circondava il Monte Meru prima che l’Universo esistesse. E’ l’acqua di vita, la โ€œmassa liquida del cieloโ€ da cui sarebbe stata generata la terra, il cielo visibile, il paradiso, il Tuat (la valle attraverso cui le anime dei defunti possono raggiungono il paradiso, superando gli ostacoli) e ogni forma di vita. Fu spesso associata al cielo o al paradiso ma รจ, piรน precisamente, ciรฒ che separa e collega i due.

La coppia primordiale Nu-Nut nel suo insieme รจ dunque la Grande Madre, la stessa che compare in ogni cultura del pianeta. I due dei non sono che le sue componenti maschile e femminile, il cielo diurno e il cielo notturno.

Nel tempo perรฒ, secondo Budge, le caste sacerdotali (elioplitana, tebana, menphita ecc.) che si succedettero al potere, โ€œdimenticaronoโ€ Nu, come altri dei e altre compagnie. Continuarono a ricordare, in silenzio, le dottrine piรน antiche, ma pubbicamente scelsero di esaltare solo le divinitร , quindi le qualitร  divine o le loro componenti, che ritenevano piรน consone ai loro obiettivi.

Ma Nut continuรฒ a divorare e partorire il sole ad ogni tramonto ed ogni alba. E conservรฒ il suo status di Grande Madre. Come suo aspetto โ€œfemminileโ€ ne ereditรฒ gli attributi. Perciรฒ fu rappresentata non solo con il corpo stellato ad arco sopra la terra, ma anche alata, in forma di mucca, come Hator e con il sole sopra la testa, come Iside, altrettanto dee madri.

 


BIBLIOGRAFIA:

E. A. Wallis Budge, Egyptian Magic, Kegan Paul, 1899

E. A. Wallis Budge, Gods of ancient Egypt vol.1 e 2, 1904

J. H. Breasted, Ancient Records Of Egypt, Historical Documents from the Earliest Times to the Persian Conquest, Histories and Mysteries of Man, 1988

Nicholas Grimal, A History of Ancient Egypt, Blackwell, 1992

Gerardine Pinch, Egyptian Mythology: A Guide to the Gods, Goddesses, and Traditions of Ancient Egypt, Oxford University Press, 2004

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