Chi รจ la Signora delle Rocce? Cosรฌ viene chiamato nel 1052 il nume tutelare di un remoto villaggio dell’alta Provenza, la cui dimora sorge tra i bastioni a picco sul minuscolo centro abitato.
Cinque fonti di acqua pura sgorgano da sempre nella stretta valle del ranvin d’Anguire e si gettano in uno dei torrenti che danno vita al meraviglioso spettacolo naturale delle Gorges Du Verdon, non prima perรฒ di aver alimentato le fontane e i lavatoi del paese, zampillando qui e lร tra le case accarezzate dal sole.

Il mio nome รจ Signora dal Bel Viso (incarnato)
il mio nome riespande la luce.
Chi viene verso questa soglia รจ colui che desidera luce
Reperti vecchi di 30.000 anni raccontano che l’uomo giร saliva a rendere omaggio e supplica a quell’antica dea in epoche cosรฌ remote da non esser piรน ricordate. Millenni piรน tardi, nel V secolo, ai tempi di San Fausto e di Sidonio Apollinare, esisteva un tempio, tra queste pareti di roccia.
Lรฌ, dove si levava un altare della terra, ne fu alzato uno nuovo alla Vergine e al suo volto, al viso benevolo e scintillante di luce che essa mostra al nobile pellegrino, giunto ad onorarla. La chiesa viene giร citata nel 1009, nell’atto di donazione firmato da tale Rostaing. Nel 1052 si insediano a Moustiers alcuni canonici regolari provenienti dall’abbazia di Lerรฌns. Meno di cinquant’anni piรน tardi, il signore del borgo, Guillame e la sua sposa Adelais cedono ai monaci la chiesa detta di ยซSanta Maria dell’Annunciazione sotto il nome di Rocaยป, insieme a tutti i loro averi nel ยซCastello Monasteriiยป.

L’intitolazione ยซin Rocaยป pare sia stata decisa addirittura da Carlo Magno. Il ritrovamento nei dintorni del paese di una villa di epoca carolingia, sembra avvalorare la leggenda.
Il pellegrinaggio a questo straordinario santuario, cosรฌ prodigo di miracoli, ben presto diventa uno dei piรน importanti della Provenza e oltre. Viandanti di ogni rango, ceppo e classe attraversano le foreste dell’entroterra sud-orientale della Francia per recarsi alla prodigiosa cappella. Giunti al paese salgono faticosamente la stretta mulattiera tra le rocce, accompagnati soltanto dallo scrosciare delle acque del ranvรฌn e infine l’avvistano.

Austera nelle sue forme romaniche e gotiche insieme, con il suo alto campanile (22 metri) ornato da un grande orologio, la cappella attende nel silenzio i pellegrini e i bisognosi. Hanno sostato brevemente in paese e pregato nella chiesa parrocchiale, hanno chinato umilmente la testa ai piedi di Santa Filomena, ยซquella dei prodigi impossibiliยป, che custodisce l’accesso al sacro recinto del ยซBelvoltoยป e ora sono al cospetto della Vergine luminosa, il cui figlio li attende a braccia aperte sopra l’arco di ingresso.

La chiesa e la cappella sono parte di un unico disegno vitale. La cappella, lassรน tra le rocce, รจ il frattale energetico del vallone stesso. Come due bastioni, che paiono piedi, uno un po’ piรน avanti ed uno un po’ arretrato, ne custodiscono l’ingresso, cosรฌ due alti cipressi svettano davanti al portale della cappella. La scalinata li avvolge, ma non li tocca, come se fossero lรฌ da sempre, da molto prima che i gradini fossero messi in opera. Diceva Confucio che ยซgli yin piantavano cipressi presso gli altari della Terraยป.

Oltre i 12 gradini, l’ingresso รจ asimmetrico rispetto alla scalinata e ai due cipressi, cosรฌ come la vallata procede curvando verso la montagna. Sei archi, con profili alternativamente spigolosi e tondeggianti, in un preciso ritmo di polarizzazione, attraggono il pellegrino verso la porta.
L’interno รจ grigio e austero, la volta alta e sfuggente, il transetto solo accennato. L’altare – oggi coperto da un paramento barocco rivestito d’oro – รจ lontano, quasi soffocato nella luce crepuscolare, come un baluginio in fondo a una galleria. Avvicinarsi alla madre ยซgraziosaยป รจ arduo, pesante, come risalire la corrente di un fiume in piena. Poi, finalmente al cospetto della madre antica, รจ impossibile reggere il suo sguardo e sostare proprio di fronte ad essa. Tale รจ la sua immane potenza, tale รจ la vita che da lei sgorga, da essere insostenibile per l’uomo. Solo ai bimbi che nascevano giร morti era concesso. Qui, dove ogni cosa accadeva e nulla era impossibile, la luce del volto della Vergine era cosรฌ forte da ridare la vita perfino agli sventurati che non ne avevano potuto beneficiare. Durava il tempo di un solo respiro, ma era sufficiente ad impartire loro il Battesimo, necessario a sottrarli dalla dannazione eterna del limbo.

In questa cappella, si svolsero innumerevoli e incredibili fatti legati a questo rito, tra i piรน interessanti e documentati. Se ne contano ben 336 andati a buon fine in soli 30 anni! Molti di piรน ne avvennero, ma di intere annate di questo periodo โ il 1667, il 1640 e gran parte del 1641- la memoria รจ andata perduta.
Stupisce e meraviglia che tutti siano stati confermati e controfirmati non soltanto dai sacerdoti e dai presenti ma anche da notai, avvocati, magistrati, personalitร in vista, celebri viaggiatori e perfino autoritร militari, medici e chirurghi. Molti di essi, dapprima scettici, dovettero ricredersi di fronte a tali prodigi!
Di tutti gli accadimenti occorsi tra il 1659 e il 1673 i curati tennero diligentemente registro negli stati delle anime parrocchiali. Dopo il 1670, tutti gli atti e le testimonianze furono raccolti in un apposito registro, il ยซLibro dei nati-morti che sono portati alla cappella di Notre-Dame-De-Beauvoir di questo paese di Moustiers, i quali, avendo ricevuto il Battesimo grazie a un miracolo particolare concesso dalla Vergine, sono inumati nel cimitero della parrocchiaยป. Insieme al nome del bambino e alla data di morte e rinascita venivano minuziosamente indicati i nomi di genitori, testimoni, i segni di vita manifestati, i sacerdoti che avevano impartito il Battesimo e le informazioni relative all’inumazione nel cimitero di Moustiers.

Il libro, purtroppo, andรฒ irrimediabilmente perduto, ad eccezione di qualche foglio. Fu il curato Fรฉlix a ricostruire per primo la memoria storica di questi fatti, un secolo piรน tardi, rintracciando 123 casi. Dalle successive ricerche risultano essersi verificati 2 ยซritorni temporanei in vitaยป nel 1640, almeno 6 nel 1641, 5 nel 1659, 6 nel 1660, 7 nel 1661, 13 nel 1662, 33 nel 1663, 42 nel 1664, 19 nel 1665, 48 nel 1666, 27 nel 1667, 112 nel 1669, 12 nel 1670, 4 tra il 1671 e il 1673.
Il prodigio avveniva soprattutto l’8 di Settembre o nei giorni precedenti e successivi. Emerge inoltre dai documenti che le madri giungevano anche da altre diocesi (Aix, Gap, Dignรฉ, Embrun, Frejus, Apt, Glandรฉves, Marsiglia, Nizza, Senez, Riez) compiendo lunghi viaggi. I loro bambini erano certamente morti da tempo ed erano stati sepolti almeno 24 ore, se non giorni, piรน giorni, prima di venire riesumati ed essere portati a Moustiers.
Un monaco attendeva quelle madri, ritto all’ingresso della cappella. Prendeva con sรฉ il corpicino, avvolgendolo in un drappo candido e si avviava verso l’altare, tenendo nella mano libera una candela accesa, seguito da tutti coloro che desideravano partecipare. Durante il breve tragitto si recitava un’invocazione: ยซAve, Regina coelorum, Mater regis angelorum, O Maria flos virginum, Velut rosa vel lilium, Funde preces ad Filium, Pro salute fideliumยป. Giunto all’altare, il sacerdote benediceva e baciava il crocifisso. Si recitava il Concede, si leggeva il Vangelo secondo Giovanni e si attendeva il prodigio…

Ciรฒ che accadeva era senza dubbio un miracolo e i segni erano inequivocabili. Si legge di un caso di un bambino che, portato davanti alla Vergine e grazie alle preghiere dei presenti, ad un certo punto ยซmosse un piede, aprรฌ la bocca e arrossรฒ alle tempie; il cuore diede un battito e il sangue prese a scorrere nel corpo… mosse una mano, tirรฒ fuori la lingua umettata di saliva; aprรฌ gli occhi, girรฒ la testa; un calore sensibile si manifestรฒ in tutto il corpo; il polso battevaยป.
Tra il 1670 e il 1673 l’usanza e il celebre pellegrinaggio subirono un brusco arresto. La mano lunga dell’autoritร ecclesiastica si era spinta fino a Moustier proibendo la pratica sconveniente del rรฉpit, che pure aveva alleviato le sofferenze di tante madri e altrettanti figli. Ben presto la cappella cadde in rovina. L’attenzione fu nuovamente rivolta alla chiesa parrocchiale del paese che, fin dal 1336, aveva preso su di sรฉ la dedicazione che, in precedenza, era stata di Notre Dame De Beauvoir. Nuovi contrafforti furono elevati per consoladarla e la Chiesa dell’Annunciazione, esistente fin dal XII secolo come oratorio del monastero fondato dai frati di Saint Victoire, tornรฒ ad essere il centro spirituale di Moustiers.

In veritร , la cappella e la parrocchiale sono e sono sempre state un insieme unico, inscindibile. Esse sono la chiara rappresentazione della vita nel suo discendere fino a questo mondo e del suo manifestarsi. La forma stessa, in elevato, della parrocchiale, che somiglia a quella di un vaso aperto verso il basso, con muri e colonne deformati, richiama il profilo del vallone soprastante, come se tutta la potenza contenuta nella cappella del Belviso qui si ยซsvuotasseยป.

Qui, tra foreste di querce, che simboleggiano l’ยซasse del mondoยป, la vita fluisce e rifluisce. Qui, la terra ยซmostra il suo volto, lo splendore del suo ยซsguardoยป. Qui, dove la stella del leggendario Blacas, tornato vivo dalla crociata, ancora brilla sospesa in cielo tra i bastioni di Moustiers-Sainte-Marie, l’acqua ha il colore dei suoi occhi. Cos’altro, se non proprio l’acqua ยซdi vitaยป รจ la Vergine (ยซla piรน puraยป) ยซde Rocaยป, che viene dalla roccia o d’Entremont, che sta dentro alla montagna?

Forse il gran segreto che si cela dietro le misteriose Vergini delle Rocce dipinte da Leonardo, รจ proprio questo…
BIBLIOGRAFIA
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