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Cosa rendeva gli inquisitori cosรฌ certi di trovarsi di fronte un eretico oppure una strega? Secondo gli storici della giurisprudenza, il responsabile di tanta sicumera sarebbe stato addirittura Costantino, nel 313 d.C. Affermando, nel celebre Editto di Milano, che la religione cristica non รจ una delle tante bensรฌ ยซla vera e unicaยป, pare abbia consegnato al Cattolicesimo l’infallibilitร  del suo ministero nella certezza di possedere una veritร  assoluta e insieme l’obbligo di farla trionfare ad ogni costo.

รˆ su questa base che il Clero inventรฒ ed elaborรฒ nei secoli la ยซteologiaยป del ยซsospettoยป, della presunzione di colpevolezza. Su tale presupposto, la semplice ricerca di veritร  (inquisitio), attraverso un giusto procedimento, cui si appellava Innocenzo III, si trasmuterร  poi nell’estirpazione della colpa dal corpo in cui si nasconde. Codificata infatti ufficialmente da Alessandro III nel decretale Accusatus del 1176, assume le sue piรน tristi connotazioni con i pontefici successivi e in particolare con Paolo III, autore di quella Licet ab Inizio (1542) che avrebbe sollevato definitivamente l’autoritร  giudiziaria ecclesiastica dalla dimostrazione del sospetto, attribuendone invece il peso all’accusato.

Si potrebbe dire che la legislazione attuale e la materia di diritto penale in particolare, in Italia e non solo, viene ancora amministrata e concepita come ai tempi dell’inquisizione, della cui supponenza siamo perciรฒ tutti in qualche modo ยซfigliยป, nostro malgrado.

ยซAuspicio non est cognitio certa sed dubitatio incertaยป (Il sospetto non รจ una informazione certa, bensรฌ un dubbio incerto) รจ dunque senz’altro il cardine di quella mal-tolleranza, o intolleranza, che armรฒ anche l’Inquisizione, creando dal nulla gli sconosciuti reati di ยซeresiaยป e di ยซstregoneriaยป, crimini pubblici contro la Religione poichรฉ svolti contro di essa e quindi contro tutti gli uomini.

Dal sospetto alla certezza il passo รจ breve. Presto la semplice denuncia estorta o resa spontaneamente in confessionale, anzichรฉ suscitare la messa messa in moto dell’oliato meccanismo processuale, diventa giร  di per sรฉ una condanna a priori. Tutto il resto, dagli interrogatori alle torture, dai dibattimenti ai roghi somiglia sempre piรน soltanto ad una macabra rappresentazione teatrale.

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Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim (da Wikipedia)

Un esempio per tutti รจ l’episodio di cui si rese piรน o meno volontariamente (non รจ dato saperlo) protagonista addirittura Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim, il celebre ed illustre filosofo, esoterista e alchimista cinquecentesco. Sempre ai limiti dell’accettabile, in odor di eresia per le sue ardite frequentazioni (fu vicino a Lutero), convinto assertore dei poteri della natura, la vera magia e detrattore della stregoneria, nonostante sia stato ripetutamente accusato di essere un mago, Agrippa si prestรฒ come avvocato difensore in un processo per stregoneria nel 1519.

Sul banco degli imputati venne portata una sospetta ยซfattucchieraยป di Voippy, vicino a Mertz, ritenuta responsabile di aver scatenato tremende calamitร  naturali, tra le quali anche una violenta tempesta fuori stagione. Graziata dall’ufficiale papale che, in punto di morte, non voleva lasciare incompiuta la propria opera e soprattutto era desideroso di ripulirsi la coscienza, la malcapitata fu nuovamente trascinata davanti al tribunale nei mesi successivi per volere del frate inquisitore domenicano che aveva preso in carico l’intero procedimento.

Il grande filosofo, nel preparare l’arringa difensiva, neppure provรฒ a dar conto delle accuse mosse. Con inaudita sagacia, degna di un moderno poliziesco, si concentrรฒ invece sulla malafede dell’inquisitore, dimostrando come costui si era intrattenuto con i concittadini della ยซstregaยป dai quali aveva perfino accettato doni e sopratutto come costui piรน volte avesse giร  confermato loro che la ยซfattucchieraยป sarebbe stata punita con il rogo, poichรฉ era senza dubbio un’adepta del diavolo, ben prima che il processo avesse avuto inizio.

Agrippa conquistรฒ poi facilmente la vittoria processuale, scardinando in un sol colpo le motivazioni addotte per i capi d’accusa presentati dall’avversario. Secondo il dominicano, quella donna era di certo una strega poichรฉ figlia di una donna condannata per stregoneria e poichรฉ era noto che il seme del demonio si diffondeva dalle madri ai figli e alle figlie. Due furono le obiezioni del luminare di Nettesheim: una tale impostazione non teneva conto e anzi rinnegava e screditava il valore salvifico del Battesimo, che l’imputata aveva ricevuto; nei decreti legislativi ecclesiastici, inoltre, si specificava che erano da ritenersi peggiori perfino degli eretici coloro che credevano ai poteri delle streghe! Cosรฌ, messo alle strette, il frate inquisitore non potรฉ che rimettere la sua carica e… scomparire dalla storia.

Resta comunque un grande interrogativo. Il domenicano doveva conoscere a sua volta le argomentazioni che Agrippa gli aveva mosso contro, eppure era tale la certezza che nutriva verso la colpevolezza di quella malcapitata donna, da dichiararla apertamente colpevole con i suoi concittadini e da elaborare un atto accusatorio cosรฌ rischioso. Cosa lo aveva reso cosรฌ sicuro?

Forse aveva un’arma infallibile, qualcosa in grado di concedergli, rendendo visibile l’invisibile, l’assoluta certezza della colpa. Quell’arma, apparentemente innocua, di cui sopratutto monaci e frati erano abili utilizzatori, passava da tempo di mano in mano nel buio dei conventi. Decine e decine di testi, scritti da teologi e da filosofi, ne scrivevano da secoli, alcuni per intesserne le lodi, altri per indagarne il misterioso funzionamento, altri ancora per screditarne le proprietร .

Aveva nomi diversi, ma sempre la stessa forma: che fosse la virgula divina, il baculus divinatorium, la Glรผck rรผt o il Wรผnschelrute, il Caduceo o il Bastone di Aronne era pur sempre… la verga del rabdomante!

Tali e tanti poteri erano attribuiti ad una semplice forcella di nocciolo tenuta tra le mani, che Lutero in persona, nel 1518, nel corso delle dispute di Heidelberg, aveva dedicato un’intera dissertazione a quello strumento, che riteneva ยซlavoro del diavoloยป e ยซmagia neraยป. La sua stessa esistenza e il suo utilizzo, secondo il riformista, contravvenivano addirittura al primo comandamento: ยซNon avrai altro Dio all’infuori di meยป. Maneggiare la verga di legno poteva rendere l’uomo idolatra il dio di sรฉ stesso, ma solo un dio era accettabile!

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L’Europa regina – illustrazione della Cosmographia di Sebastian Mรผnster (da Wikipedia)

Ciรฒ che era piรน grave e motivo per cui Lutero ritenne di doverne prendere le distanze, era che i piรน accaniti utilizzatori di tale strumento erano proprio i membri del clero cattolico, da lui tanto avversato. Immagini di rabdomanti aprivano l’edizione del 1550 della monumentale Cosmographia di Sebastian Mรผnster. Perfino Santa Teresa D’Avila, in un passo della sua autobiografia, racconta di come, avendo ricevuto in dono un lotto di terra per costruirvi un nuovo monastero, fa chiamare un certo fratello di nome Antonio per individuare il punto in cui scavare il pozzo che avrebbe fornito acqua al complesso. ยซDavvero, non posso essere sicura se furono i segni (gesti) che feceยป, racconta la santa e dottore della Chiesa, ยซin ogni caso fece un po’ di movimenti con il ramoscello e poi disse “scavate proprio qui”; scavarono, ed ecco: una abbondante fonte di acqua scaturรฌ, eccellente per bere, abbondante per lavarsi, e che mai sarebbe rimasta asciutta ยป.

Nel 1651 ne intesseva le lodi anche l’ecclesiastico e poeta Samuel Sheppard, nei suoi ยซEpigrammi teologici filosofici e romanticiยป chiamandola ancora con il suo antico nome latino di virgula divina :

Some Sorcerers do boast they have a Rod,

Gather’d with Vowes and Sacrifice,

And (borne about) will strangely nod

To hidden Treasure where it lies;

Mankind is (sure) that Rod divine,

For to the Wealthiest (ever) they incline.

Mancava perรฒ il ยซriconoscimento ufficialeยป. Nel 1659, mentre il geniale filosofo, storico e museologo gesuita tedesco, Atanasius Kircher compiva i suoi studi sul dispositivo rilevando nelle contrazioni muscolari l’origine del suo movimento (La magia della lampada magica o la dimostrazione analogica e la visione dell’invisibile, 1660โ€“1700), il suo nuovo aiutante, il teologo e scienziato gesuita Kaspar Schott (Gaspare Schotto), completava la sua piรน controversa opera.

Due anni gli erano stati necessari per redigere il poderoso ยซMagia universalis naturae et artis, sive recondita naturalium et artificialium rerum scientiaยป, ma finalmente aveva raggiunto il suo scopo: dichiarare, oltre ogni ragionevole dubbio, la verga del rabdomante uno strumento del diavolo, controllato dal diavolo e perciรฒ il diavolo stesso!

Se la sua speranza era quella di farne decadere l’uso, si sbagliava. L’attacco frontale non fece che accrescere l’interesse verso la forcella di nocciolo e costrinse la Chiesa a farla rientrare sotto la sua giurisdizione. Inavvertitamente, cercando di distruggerla, l’aveva appena resa l’arma finale dell’Inquisizione contro i nemici della Religione. Tenuta tra le mani, la forcella, quando il rabdomante passava sopra l’acqua corrente, prendeva a contorcersi e si sollevava impettita verso l’alto, poichรฉ ยซaveva riconosciuto sรฉ stessaยป. Poichรฉ essa era il diavolo, puntata contro chi era ยซpossedutoยป dal diavolo, ne portava i segni o con il demonio era in combutta, si comportava allo stesso modo: si riconosceva e pertanto di sollevava!

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Pedro Berruguete, San Domenico presiede a un autodafรจ, 1495 (da Wikipedia)

Ora, per meglio comprendere quale servizio rendeva e ancor piรน avrebbe reso, bisognerebbe ragionare bene sul senso e significato del suo nome: ยซvergaยป… e immaginare per un istante almeno i fedeli persecutori dei nemici della Chiesa quando accorrevano, destati da qualche denuncia e scrutavano le accusate, brandendo il loro bel bastone, per assicurarsi della loro colpa. Le trapassavano con lo sguardo cercando ogni dettaglio e intanto facendo bene attenzione ai movimenti della loro ยซvergaยป. Quando scattava e s’addrizzava all’improvviso come un dito puntato al cielo, il sospetto diventava certezza: ยซStrega! Meretrice! Accolita di Satana!ยป.

Altrettanto accadeva probabilmente nei tenebrosi processi in cui gli inquisitori sedevano sugli alti scranni, dietro spaventosi tavoli, con la ยซvergaยป tra le mani, in attesa di sentirla contorcere a conferma delle loro accuse.

Sono gli stessi storici ed esperti del fenomeno ad aver piรน volte sottolineato come, non a caso, a dispetto dei terrificanti racconti e delle descrizioni grottesche contenute nei documenti, le cosiddette streghe fossero in realtร  dotate, agli occhi degli inquisitori di una certa ยซpeccaminosaยป concupiscenza, perfino bellezza…

Le malcapitate potevano solo pregare che la loro avvenenza non attirasse verso di loro l’interesse dell’instrumentum… chissร  che le leggende sul loro aspetto terrificante non nascondessero l’intento di disgustare di proposito i loro aguzzini affinchรฉ la verga non si muovesse…

La perversione, frustrazione e follia interiore e corporale degli inquisitori aveva finalmente trovato, grazie a Kaspar Schott, una forma esteriore e oggettiva, quella della forcella da rabdomante, in cui incarnarsi, alleggerendo le loro cupe coscienze. La meravigliosa virgula divina, con le sue mirabolanti proprietร  veniva cosรฌ immolata all’altare della bieca vanitร  umana.

Il diavolo riconosceva sรฉ stesso e il diavolo firmava di proprio pugno la sua condanna. Confessioni e torture concluse dalla purificazione sul rogo, non erano che il doloroso procedimento con cui il male giร  riconosciuto, la colpa, veniva estirpata estratta e sradicata dal corpo che la conteneva, un vero e propri ยซatto esorcisticoยป in piena regola.

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Stemma dell’Inquisizione (da Wikipedia)

Rimaneva solo una questione assai spinosa… come si poteva maneggiare il diavolo senza rimanerne lordati? L’autoritร  di cui gli uomini di Dio erano investiti non bastava di certo: un uomo รจ pur sempre e solo un uomo. Bisognava in qualche modo ยซbattezzarlaยป. E affinchรฉ il Battesimo fosse efficace, si risolse che la ยซvergaยป andava ยซmessa a dormire insieme a un fanciullo appena battezzato, del quale avrebbe preso lo stesso nome ยป… con tutti i sensi singoli, doppi e tripli che vi si possano rintracciare e che mostrano come l’uomo non sia cambiato mai, nรฉ mai forse cambierร .

Dunque, la ยซvergaยป diabolica, nelle mani prudenti e autorevoli di un prelato, dopo essere stata attentamente sacralizzata nel giaciglio di un fanciullo appena battezzato, diventava come d’incanto uno strumento della fede e un vero e reale ยซmartelloยป (Malleus ) delle streghe, come quello teorizzato nel 1487 da Kramer e Sprenger.

La fama della forcella del rabdomante crebbe, come quella della verga inquisitoria, a dismisura. Mattheus Willenius nel 1671, scrivendo un trattato sul Bastone di Mercurio ne prende le difese. Poco dopo Jacques Le Royer sostiene che il materiale di cui รจ fatta incida poco sul risultato. Dechales, prete gesuita, nel 1674 (De Fontis Naturalibus) esprime meraviglia per il mistero grazie al quale il movimento della verga รจ possibile e per i risultati cui porta. L’anno seguente, invece, un medico, J.C. Fromman, la ridicolizza pubblicamente. Un suo collega, G. B. De Saint Romain, nove anni piรน tardi cerca di spiegarne il movimento come il risultato di emanazioni provenienti dai minerali e dai flussi di acqua sotterranei.

Il dibattito non accenna a placarsi, anzi, esplode letteralmente nel 1692, quando il mondo conosce le prodezze del rabdomante francese Jacques Aymar-Vernay. Secondo le cronache alle 10 del mattino del 5 luglio di quell’anno, alcuni ladri erano entrati in un bottega di vini a Lione, avevano brutalmente ucciso il proprietario, Antoine Boubon Savetier e la moglie ed erano fuggiti con un bottino ingente.

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Jacques Aymar (da Wikipedia)

La polizia brancolรฒ nel buio per diverse settimane finchรฉ, incapace di risolvere il mistero, fu indirizzata da un rappresentante di vino originario del Delfinato, sentito come testimone, ad un certo Aymar, cercatore d’acqua di professione, noto per aver giร  risolto alcuni casi nel nord della Francia. I suoi successi erano cominciati anni prima quando, dopo aver individuato il punto adatto per scavare un pozzo, i manovali, prima di raggiungere la falda si erano imbattuti in una botte contenente il cadavere di una donna scomparsa da almeno quattro mesi. Al collo portava ancora il laccio con cui era stata strangolata. Aymar, ottenuto il laccio, lo aveva portato con sรฉ e tenendolo fra le mani insieme alla sua forcella, aveva riconosciuto, grazie all’unico movimento del dispositivo, il vedovo della donna quale colpevole.

Il capo della polizia lionese, non pago della sua fama, prima di assoldarlo, aveva comunque deciso di metterlo alla prova. Dopo aver sepolto l’arma recuperata sulla scena del delitto, una roncola, insieme ad altre due armi in un campo fuori cittร , aveva chiesto al rabdomante di trovarla. Stupito ma ancora non soddisfatto del risultato positivo, aveva preteso poi che Aymar riconoscesse quale delle tre era l’arma usata per l’omicidio. Di fronte alla risposta esatta, infine, si era convinto a servirsi delle sue capacitร .

Dopo una breve ispezione alla bottega, Aymar aveva immediatamente condotto i poliziotti nelle prigioni della vicina Beaucaire, dove era appena stato rinchiuso per un piccolo furto un ragazzotto diciannovenne di Tolone. La sua vistosa gobba era il particolare che il rabdomante aveva dedotto dal luogo del delitto e che lo aveva condotto fin lรฌ. Portato a Lione e messo alle strette, Joseph Arnoul aveva confessato e fatto i nomi dei due complici, Thomas e Andre Pese altrettanto di Tolone.

La polizia locale aveva fatto sapere che erano stati visti l’ultima volta imbarcarsi su una nave presso il porto della cittร . Aymar li cercรฒ lungo tutta la costa. Si fermรฒ soltanto quando divenne chiaro che i due malviventi avevano giร  raggiunto Genova e la polizia lionese non aveva l’autoritร  per proseguire fin lรฌ le indagini.

Il processo andava comunque fatto. Il gobbo, unico imputato, fu dunque riconosciuto colpevole del duplice omicidio, nonostante le proteste di Aymar, secondo il quale non lui ma i suoi complici erano stati gli esecutori materiali. La pena capitale fu eseguita il 30 Agosto 1692. Joseph Arnoul fu l’ultimo uomo della storia a perire subendo il supplizio della ruota.

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Supplizio della ruota (da Wikipedia)

La vicenda in ogni caso, aveva fatto conoscere la rabdomanzia e il poter della verga al mondo.

Per un incredibile coincidenza, era accaduto proprio in quella medesima Provenza in cui l’Inquisizione ne faceva uso, piรน che in ogni altro luogo, per i propri scopi.

Se si fosse saputo che lo strumento del demonio, osteggiato e additato come il male personificato, era in realtร  il ยซmigliore amicoยป dei cacciatori di streghe, la chiesa avrebbe rischiato uno dei piรน grandi scandali di tutti i tempi. Per di piรน, il teologo Pierre le Lorrain, Abbรฉ de Vallemont, entusiasta delle gesta di Aymar, si era gettato a capofitto nella stesura del trattato La Physique occulte , a difesa di quello strumento, pubblicato poi nel 1696.

Non si poteva piรน rimandare. Nel 1703 dunque, la Santa Inquisizione, tra i mille decreti che promulga, ne pubblica uno appositamente per vietare l’utilizzo della verga da rabdomante nei processi. Il ยซdemonioยป viene ricacciato sotto le tonache dalle quali era venuto. Nel giro di pochi anni, la caccia alle streghe si ferma.


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Mereu, Italo, Storia dellโ€™intolleranza in Europa, Bompiani, Milano, 1979


“Inquisitio Veritatis” รจ disponibile in formato PDF su AcademiaLogoWeb


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