Saladino fugge! Tolemaide รจ presa!
Un mattino d’autunno del 1191, un messaggero trafelato smonta da cavallo e si precipita ai piedi di fra’ Pietro, rettore della mansione de’ Turi presso Poggiobonizio. Porta notizie dalla Terra Santa ricevute da un confratello templare appena sbarcato a Pisa.
Il gran Maestro รจ morto, passato di spada durante l’assedio di Akko, ma i cristiani hanno finalmente fatto breccia e il Saladino con le sue truppe di miscredenti รจ in ritirata.
La riconquista di Gerusalemme ora รจ piรน vicina ma l’Augusto Filippo sta facendo ritorno in Francia con i suoi a sbrigar certe faccende. Solo re Riccardo dirige verso la cittร Santa.
Ad Arsuf i commilitoni hanno combattuto sprezzanti tenendo salda l’ala sinistra dell’esercito crociato, mentre i giovanniti hanno dato le loro vite presso l’ala destra. Compatti sotto il medesimo vessillo, Templari e Ospitalieri hanno nuovamente inflitto una dura sconfitta al condottiero islamico.
Ma, nelle file degli uni e degli altri, unite dal medesimo destino, molti sono morti per le ferite riportate, molti altri non sono tornati vivi dalla battaglia. Ora, il Gran Maestro Roberto e il nobile Guido di Lusignano, sovrano di Gerusalemme, hanno disperato bisogno di nuovi guerrieri. Tutti i confratelli sono dunque chiamati al piรน presto alle armi in Terra Santa.
Fra’ Pietro, quel giorno, rimane a lungo nella piccola chiesa. Passeggia nervoso nella penombra e prega inginocchiato presso il muro che separa la parte riservata ai cavalieri da quella permessa ai pellegrini e agli ospiti. La croce rossa sul suo petto brucia come se fosse di fuoco, la sua fronte stilla gocce di sudore.
Una terribile decisione lo attende e il coraggio gli viene meno.
ivolge suppliche ai suoi predecessori tumulati nelle profonditร silenziose della cappella, sotto le lapidi incise con il simbolo rubicondo dell’Ordine e dietro le botole chiuse su stretti passaggi e scure catacombe.
Infine, al calar della sera, quando le ombre sono piรน lunghe e il sole, tingendosi del colore del sangue, penetra dalla finestra dentata della facciata, raduna i confratelli nella chiesa.
Che si preparino le cavalcature, si riempiano al pozzo gli otri e si raccolgano provviste per il lungo viaggio. La terra delle loro origini li attende. Gerusalemme li chiama.
Giorni piรน tardi, consegna le chiavi della magione ai nuovi presidianti, inviati dal Rettore di Pisa a vegliare sul piccolo Spedale de’Marturi che sorge lรฌ accanto. Quel ricovero, come altri, in tempi posteriori unirร nuovamente i Templari e i Cavalieri di San Giovanni che ne raccoglieranno e consegneranno ai secoli successivi l’ereditร .
L’alba ancora non รจ sorta quando il drappello monta in sella e dirige verso il mare a occidente. Non rivedranno piรน il torrente e le colline di Poggiobonizio.








