info@francescoteruggi.com


Condividi

Capita, ripescando un vecchio libro, di leggervi cose che, in precedenza, erano sfuggite perchรฉ non riconosciute oppure non comprese. Ci si torna su a volte dopo anni e a quel punto, con un poco di esperienza cristallizzata in piรน, si scorgono, nelle stesse parole lette molto tempo prima, nuovi e inattesi discorsi.

Il piรน intrigante, accurato, poetico e controverso lavoro mai fatto sulla cultura ancestrale del popolo Dogon รจ, ad oggi, senza dubbio quello che l’antropologo francese Marcel Griaule raccolse nel libro โ€œDio d’Acquaโ€. Protagonista รจ un vecchio cacciatore cieco di nome Ogotemmรชli il quale, per ricambiarlo di un non del tutto chiaro favore, comincia a raccontare all’antropologo l’essenza delle tradizioni Dogon. Durante i ripetuti colloqui il saggio letteralmente โ€œscompone il sistema del mondoโ€, spiegando tecnicamente e con raffinatezza impareggiabile le forze e i ritmi del divenire fin dall’inizio dei tempi.

Prima perรฒ se ne esce con questa strana affermazione: โ€œรˆ vero che un tempo le donne staccavano le stelle per darle ai loro bambini. Essi le bucavano con un fuso e facevano girare queste trottole di fuoco per mostrarsi tra loro come funzionava il mondo. Ma non era che un giocoโ€.

Griaule-et-Ogotemmeli

Insomma, mostra come un dato di fatto che l’uomo antico conosceva l’Universo, in tutti i suoi aspetti, con precisione tale che per le donne (con un pizzico di maschilismo) spiegarlo cogliendo le stelle dal cielo per farne fare trottole ai bambini, non era che un gioco!

Che gli uomini antichi avessero grandi conoscenze, piรน grandi di quanto immaginiamo, รจ un pensiero quasi ovvio per chiunque osservi le grandi strutture del passato. Qualche buontempone, imbattendosi nelle parole di Ogotemmรชli, potrebbe addirittura inventarsi che gli antichi conoscessero l’energia nucleare. L’aforisma riportato dal cacciatore, come del resto tutta la cosmogonia dei Dogon, รจ infatti molto antico, essendo il retaggio di un popolo precedente, i Tellem, che abitavano le stesse falesie giร  nel XI secolo. In esso le stelle vengono definite โ€œtrottole di fuocoโ€…e come facevano a sapere, a quel tempo, che una stella รจ in effetti materia ad altissime temperature che gira su stessa?

ogotemmeli

Ma, se si lasciano le burle ai burloni e le facezie ai facinorosi, ci si accorge che Ogotemmeli, piรน semplicemente, vuol chiarire che tutte le conoscenze di cui si accinge a parlare vengono dal tempo in cui l’uomo sapeva spiegare la natura con la natura, il cielo con le stelle e la Terra con la terra. Era il tempo in cui l’uomo costruiva templi perchรฉ sapeva parlare con gli dei. Poi avrebbe cominciato a costruirli perchรฉ gli dei non lo ascoltavano piรน. O, meglio, perchรฉ con gli dei non ci sapeva piรน parlare…

Ci si รจ mai chiesti veramente perchรฉ i templi e i luoghi sacri piรน antichi avevano mura fatte di pietre โ€œpoligonaliโ€, apparentemente irregolari ma successivamente, in epoche piรน recenti l’uomo cominciรฒ a costruirle con pietre accuratamente lisce e squadrate? E soprattutto ci si รจ mai chiesti da dove gli era venuta fuori quell’idea? Forse, guardando la natura…

SacsGob

Un Incas di Cuzco per costruire Sacsayhuaman e prima ancora un saggio boliviano per innalzare Tiahuanaco o un cacciatore anatolico per erigere Gobelki Tepe, avrebbero prima di tutto pensato che il luogo sacro, come ogni luogo e cosa in natura, aveva bisogno di un contenitore, di qualcosa che lo proteggesse. Si sarebbero guardati intorno e avrebbero osservato la โ€œpelleโ€ della terra, notando che nelle stagioni secche, quando il terreno inaridisce, si spacca creando delle forme irregolari e caratteristiche, ma non scompare, perchรฉ il calore della terra puรฒ uscire liberamente attraverso le spaccature.

7562283

Avrebbero anche riconosciuto che il terreno ha la stessa forma anche quando รจ fertile e verdeggiante e che proprio grazie al suo essere costituito di zolle, quando ci butti i semi, questi possono scendere nel sottosuolo attraverso le fessure dove la resistenza รจ minore e raggiungere l’acqua, per poi germogliare e tornare in superficie.

aratura-cardamon

E se un altro uomo li avesse chiesto loro come pensavano fosse fatta la โ€œpelleโ€ di un fiore o di un frutto, senza lenti, microscopi e scansioni nucleari, avrebbero risposto che sono fatte nello stesso modo.

epidermidi

E cosรฌ รจ la pelle dell’uomo.

pelle

Pensandoci, poi, avrebbero anche raccontato, solo con l’uso della logica della natura, che se la pelle della terra, quella di un frutto e quella dell’uomo si assomigliano, allora un frutto e l’uomo debbono essere fatti di qualcosa che a sua volta ha una pelle. E anche quella pelle deve essere fatta nello stesso modo.

Non solo. Poichรฉ รจ il sole che nutre la terra sotto di lui e poichรฉ รจ la terra che nutre il seme che sta sotto di lei, cosรฌ ogni cosa procede da qualcosa che sta piรน in alto. E non avrebbero avuto dubbi neppure sul cielo. Non avevano telescopi, parabole e costose macchine spaziali, ma avrebbero risposto che anche il cielo doveva per forza avere una โ€œpelleโ€, che tale pelle era fatta sempre in quello stesso modo ed era il modello per tutte le altre pelli.

Noi moderni scienziati, dopo che qualcuno l’aveva suggerito nel 1951, siamo riusciti a vedere questa pelle e a scoprire che l’incas, l’anatolico e il boliviano avrebbero avuto ragione, solo nel 1992. Quella pelle si chiama Fascia di Kuiper, รจ la โ€œpelleโ€ del Sistema Solare. E c’รฉ da scommetterci che prima o poi ci accorgeremo che ha una pelle anche la nostra galassia e l’intero Universo. Non erano forse gli Egizi a dire che le stelle erano appese al ventre (e quindi alla pelle) della divinitร  del cielo?

fascia-di-kuiper

Cosรฌ l’incas di Cuzco, il boliviano di Tiahuanaco e l’anatolico di Gobelki Tepe prima di loro, avevano costruito templi rivestiti da una vera e propria โ€œmembrana traspiranteโ€, che lasciava uscire le loro parole ed entrare quelle degli dei. Perchรฉ con gli dei e con la natura dialogavano e volevano continuare a dialogare sempre meglio.

STRIPLAST

Sfortunatamente i loro discendenti, divenuti incapaci di parlare con le divinitร  del cielo e non ormai sordi alle loro voci, temendone la collera cominciarono a erigere strutture piรน adatte a proteggersi dall’esterno, con precisi blocchi squadrati, senza debolezze e sempre piรน rigidi e resistenti. Ma erano sempre piรน sordi e ciechi alla voce della natura, che, cosรฌ, da scienza diventรฒ magia.

condominio


BIBLIOGRAFIA

Marcel Griaule, Dio d’acqua, colloqui con Ogotemmeli, 1948

Hazrat Inayat Khan, In un roseto d’oriente, 1998

Demetrio Iero con Adriana Pesante, Il sapere in esilio, 2000

Fritjof Capra, Il tao della fisica, 1975

Alessio di Benedetto, All’origine fu la vibrazione, 2008

]]>


Condividi


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *