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Notre Dame De Vie a Mougins, tra le alture alle spalle di Cannes, รจ uno di quei casi per cui non c’รฉ traccia certa di quali e quanti prodigi del rรฉpit si siano verificati. Eppure, la dedicazione del santuario รจ una conseguenza nota di quel particolare rito che qui si svolgeva. Si sa infatti con precisione che, in precedenza, la cappella nota dal 1514 come โ€œSanta Mariaโ€ aveva il nome di โ€œNotre Dame de Ville Vielleโ€ (Nostra Signora del vecchio paese) e che esso fu poi modificato in seguito ai fatti prodigiosi della โ€œdoppia morteโ€.

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La โ€œmodernaโ€ dedicazione โ€œNotre Dame de Vieโ€ (Nostra Signora di Vita), del resto, ben si addice al luogo e al suo ente: โ€œproteggeโ€ e custodisce la vita, al punto da salvaguardarla, nei casi estremi del โ€œrito della piumaโ€, perfino dalla morte. Nella lingua francese, perรฒ, โ€œde vieโ€ ha doppia traduzione: โ€œdella vitaโ€ oppure โ€œdelle viteโ€. รˆ un’ambiguitร  che non puรฒ passare inosservata. Si potrebbe giustificare con l’idea che il โ€œritorno in vita effimeroโ€ dei bambini nati-morti fosse una sorta di โ€œseconda vitaโ€, anche se solo per il tempo di un singolo respiro. Ma la particolare condizione di questi infanti era quella del โ€œnato (giร ) mortoโ€, morto prima di nascere e quindi โ€œmai natoโ€, per cui il rรฉpit era, di fatto, l’unica occasione di vita. Il termine che designa il โ€œprodigioโ€, inoltre, รจ letteralmente traducibile come โ€œsospensioneโ€, con evidente riferimento non alla condizione stessa bensรฌ alla morte. La โ€œdoppia morteโ€ (non si parla mai di โ€œdoppia nascitaโ€!) era dunque intesa come un temporaneo differimento, una โ€œtreguaโ€, un arresto dello stato di decesso insomma, che veniva poi โ€œripresoโ€ definitivamente. Per identici motivi il riferimento a molteplici vite non puรฒ essere ricondotto neppure a vite diverse intese come quella โ€œterrenaโ€ ed effimera provocata dal rรฉpit e quella successiva โ€œnello spiritoโ€ guadagnata con il conseguente Battesimo.

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In considerazione delle origini chiaramente โ€œpaganeโ€ e pre-cristiane di questa forma rituale, invece, l’ambigua intitolazione potrebbe essere un rimando ad una concezione ciclica dell’esistenza: โ€œle viteโ€ sarebbero cosรฌ quella mai iniziata, quelle eventualmente precedenti e quelle future che attendono il bambino. In tal senso, il rรฉpit in quanto sospensione, potrebbe non indicare la โ€œsoluzioneโ€ ma il โ€œproblemaโ€. L’arresto sarebbe insomma l’evento che impedisce all’essenza spirituale (โ€œanimaโ€) del bambino di fluire da una vita all’altra. La pratica della doppia morte permetterebbe dunque di risolvere l’infausto ostacolo alla rinascita in una vita futura.

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Notre Dame De Vie รจ certamente un luogo per natura coerente con tale visione, come confermano i ritrovamenti di cippi, lastre tombali gallo-romane e di elementi di reimpiego di un luogo /forse un tempio) precedente, usati per costruire la primitiva cappella (corsi inferiori delle porzioni di muro ritrovate e del campanile) sul colle e sotto la chiesa stessa, a testimonianza della sua lunghissima tradizione spirituale legata alla morte e alla rinascita.

La prima menzione del nuovo nome โ€œpopolareโ€ del santuario risale a un documento del 17 Agosto 1656 in cui viene per altro messo in relazione proprio con la pratica dell’ โ€œondoรฌementโ€.

Non รจ noto quanti โ€œinfantiโ€ siano stati presentatiโ€ al santuario, nรฉ quanti di essi abbiano mostrato segni di vita e quindi beneficiato del rรฉpit. I lavori di ampliamento della cappella iniziati nel 1655 e che si concludono nello stesso anno e che trasformano la cappella in vera e propria chiesa con un ampio protiro frontale, suggeriscono perรฒ un rinnovato interesse per il colle.

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Il 05 Maggio del 1669, con l’aggiunta della navata minore settentrionale e del nuovo altare maggiore, monsignor Louis De Bernage si reca nuovamente in visita e annota negli atti alcuni dettagli importanti e che testimoniano la frequentazione assidua del luogo: โ€œ…nous sommes acheminรฉs ร  l’รฉglise de Nostre Dame de Ville Vielle vulgairement appellรฉe Nostre Dame de Vie… prรฉs la porte de l’รฉglise il y a un couvert, et prรฉs de couvert des tombes oรน l’on enterre les enfants sans baptemeโ€ (siamo stati condotti alla chiesa di i Nostra Signora dell’Abitato Vecchio, popolarmente detta Nostra Signora delle Vite… vicino alla porta della chiesa c’รฉ una struttura coperta, e accanto alla struttura coperta le tombe dove vengono sepolti i bambini [morti] senza battesimo).

La cappella รจ dunque diventata โ€œchiesaโ€ e dispone al suo esterno addirittura di una sorta di cimitero per i bambini nati-morti (quelli che non mostravano segni di vita dopo essere stati portati davanti alla Vergine), evidentemente simile a quello di un altro celebre santuario in piena attivitร  all’epoca, quello di Notre Dame de Beauvoir a Moustiers-Sainte-Marie, a un centinaio di chilometri di distanza. La collocazione del cimitero รจ nota e conosciuta ancora oggi, poichรฉ le sue dimensioni continuarono a crescere fino alla proibizione del rito.

รˆ interessante la menzione, da parte del vescovo di una qualche struttura coperta, diversa dal portico frontale, di cui non specifica l’utilizzo, ma che asserisce si trovasse presso le โ€œtombe degli infantiโ€. Non รจ piรน esistente nรฉ si conoscono altre testimonianze, ma la sua collocazione fa pensare che si trattasse di una โ€œrecevresseโ€ come quella di Avioth, in Belgio, presso cui venivano, appunto, accolti i cadaveri dei bambini nati-morti in attesa del rรฉpit.

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Qualcuno asserisce che si trovasse presso la porta di ingresso sulla facciata della chiesa, ma una seconda porta esisteva lungo la parete nord. Le due porte sono giร  menzionate da monsignor Sdcipion De Villeneuve negli Atti di Visita del 15 Maggio 1634. Pertanto รจ possibile che la copertura in questione fosse una tettoia bassa all’esterno dell’abside o di fianco ad essa, in modo che gli infanti potessero essere deposti per la preghiera il piรน vicino possibile alla Vergine, rimanendo tuttavia fuori dalla chiesa.

Non va infatti dimenticato che, dagli albori del Cristianesimo e fino a non molto tempo fa, solo i battezzati erano generalmente ammessi all’interno delle chiese. Questo รจ uno dei motivi per cui i battisteri erano per lo piรน edifici separati oppure il fonte battesimale veniva posto di fianco all’ingresso.

Nel caso del rรฉpit, tale regola veniva puntualmente aggirata. Tant’รจ che spesso, negli atti con cui le curie giungevano a vietare la pratica, minacciando addirittura la scomunica, si specificava che era proibito non solo svolgere il rito ma anche di portare i bambini nati morti presso e dentro i santuari dove si credeva che il rรฉpit potesse avvenire.

Il 1669 รจ anche l’anno in cui viene โ€œrivelatoโ€ il nome della preziosa reliquia custodita, almeno dal 1688 quando viene per la prima volta menzionata, a Nostra Signora delle Vite. Sono alcuni membri della comunitร  a fornire l’occasione, quando organizzano la prima โ€œprocessioneโ€ della reliquia dal santuario alla parrocchiale del villaggio, che si trova sul colle accanto.

Cosรฌ, Nostra Signora di Mougins torna al suo ruolo arcaico di โ€œcappella pellegrinaโ€, alla quale si recavano da secoli in solenne processione penitenziale i Penitenti Bianchi e i Confratelli di San Michele di Grasse, nell’occasione di pestilenze (come nel 1629) e di altri gravi pericoli per la cittร , circostanza piรน volte immortalata negli ex-voto. In occasione della traslazione temporanea della reliquia, dunque, ne viene svelata l’identitร . Le sante ossa apparterrebbero a una certa โ€œInnocenzaโ€. Si ritiene che possa essere la martire sedicenne riminese uccisa nel 380 d.C. da Diocleziano di passaggio in quella cittร . Ma รจ quantomeno curioso che un nome cosรฌ facilmente riconducibile all’innocenza perduta dei bambini nati-morti, che il rรฉpit prometteva di restituire loro, compaia proprio nel momento in cui la frequentazione del santuario, con la speranza di tale grazia, รจ all’apice.

Di chi possano essere in tal caso i frammenti ossei ancora oggi visibili nel reliquiario รจ un mistero. Potrebbero forse appartenere al primo nato-morto tornato in vita attraverso il rรฉpit a Mougins? Del resto l’unica altra reliquia che il santuario custodisce (dal 1788) รจ un frammento del braccio di Sant’Onorato di Lรฉrins (Nostra Signora delle Vite era un possedimento della potente abbazia…), i cui resti, traslati a Ganagobie, erano diventati la personificazione del rรฉpit con il nome di San Trapasso. Perfino tra i dedicatari degli altari interni del santuario, insieme a Sant’Anna (madre della Vergine), Maria Maddalena e San Giuseppe (aggiunto tardivamente) compare Saint Claude, noto per essere uno dei piรน venerati intercessori del rรฉpit!

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Saint Claude e Saint Louis (anch’egli intercessore per la โ€œdoppia morteโ€) sono addirittura ritratti mentre reggono la corona sul capo della Vergine nell’ancora dell’altare maggiore. L’ancona risale al 1669 ed รจ minuziosamente descritta negli atti di visita vescovili di quell’anno.

E come se non bastasse, รจ eloquente anche la data scelta per la ricorrenza di Notre Dame De Vie. Come si legge nel Calendrier Historique des Fรฉtes de la Sainte Vierge, redatto dall’abate Orsini, il 27 Gennaio รจ โ€œcelle de Notre-Dame-de-la-Vie ร  Venasque en Provence qui a soyent rendu la vie aux enfants morts avant le bapteme, afin qu’ils reรงussent le sacrementโ€ (quello di Notre-Dame-de-la-Vie a Venasque in Provenza che ha sovente restituito la vita agli infanti morti senza battesimo, affinchรฉ questi ricevessero il sacramento). Il 27 Gennaio รจ il giorno precedente quello dedicato a San Tommaso d’Aquino, che fu forse il primo santo intercessore noto proprio del rรฉpit.

Il 1674 segna la separazione definitiva fra rettori della parrocchia di Mougins e quelli del santuario, che si insediano nell’eremo appena costruito sul lato settentrionale della chiesa. La copertura, il cimitero dei bambini e l’altare esterno esistono ancora e sono molto frequentati. Negli anni successivi, infatti, la fiorente casistica di bambini nati-morti tornati brevemente alla vita, attira su Mougins l’attenzione ecclesiastica e le conseguenti reprimende. Nel 1678 il nuovo vescovo di Grasse Louis-Aube de Roquemartine, infatti, fa recapitare l’ordine di distruggere โ€œl’altare fuori dalla cappellaโ€. L’ingiunzione, che non fornisce ulteriori dettagli, conferma perรฒ che โ€œqualcosaโ€ si svolgesse all’esterno del santuario, specificando che esisteva addirittura un altare. Forse serviva per le celebrazioni cui accorreva troppa gente per la capacitร  dell’edificio. Non si puรฒ perรฒ escludere che, invece, l’altare si trovasse sotto la struttura menzionata dal precedente vescovo, allo scopo di โ€œesporreโ€ i fanciulli in attesa del rรฉpit.

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Quasi certamente l’ordine viene ignorato e trasgredito. Il rettore, fratello Jacques, eremita del santuario e un certo Estรจve Martin, carpentiere, di origini genovesi nel 1709 vengono sepolti all’interno della chiesa. Lo stesso onore verrร  concesso a partire dal 1714 infatti a tre bambini dell’etร  di 7, 8, e 3 anni, tutti rampolli della famiglia Flour, una delle piรน in vista del paese e tra i โ€œbenefattoriโ€ del santuarioโ€.

Negli stessi anni, intanto, prodigi del rรฉpit cominciano a verificarsi in altri santuari e chiese dell’oriente provenzale: presso le reliquie di Santa Roselina a Les Arcs, ai piedi della statua di Notre-Dame-de-la-Roquette (detta anche Notre-Dame-du-Spasme o Notre-Dame-des-ล’ufs) a Le Muy alla Chapelle Notre-Dame-des-Anges di Lurs. Un caso si verifica perfino all’interno della chiesa parrocchiale di Tourettes Sur Loup, appena fuori Grasse, di cui esiste testimonianza scritta: โ€œGasparde Agarde, femme de Germain s’etant accouchรฉ d’un enfant mort, et l’ayant recommandรฉ au glorieux st Fauste, et portรฉ dans l’รฉeglise et mis devant la ste relique, il a donnรฉ beaucoup de signes de vie, ce qu’ayant veu moy mesme, l’ay baptisรฉ en prรฉsence du sir Giraud, mon curรฉ, de Lucresse de Grimaldy, dame du Caire et de la sage femme. Signรฉ Decormi, vicaireโ€ (Gasparde Agarde, moglie di Germaine ha fatto venire alla luce un bambino morto e l’ha affidato al glorioso Saint Fauste, e portato nella chiesa e deposto davanti alla santa reliquia, ha mostrato molti segni di vita, tali che, dopo averli visti io medesimo, l’ho battezzato in presenza di Sir Giraud, il mio curato, di Lucrezia di Grimaldy signora di Caire e della levatrice. Firmato Decormi, vicario).

Una nuova ingiunzione, tremenda e definitiva viene inclusa negli Atti di Visita del 1730 (manoscritto G57, Archivio Dipartimentale delle Alpi Marittime) dal nuovo vescovo Charles Lรฉonce D’Anthelmy che immediatamente recipisce il divieto promulgato l’anno precedente dalla Santa Sede. Ironia della sorte, il prelato ha per cognome un altro noto intercessore del rรฉpit, Sant’Antelmo.

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Le sue dure parole sortiscono l’effetto desiderato e il santuario comincia il suo inesorabile declino: โ€œSur l’avis qui nous a รฉtรฉ donnรฉ qu’on portait de differents endroits du diocรจse et d’ailleurs les corps des enfants morts qui n’avaient pas reรงu le baptรฉme dans la chapelle Notre Dame dans la confiance qui pourraient recouvrer la vie et recevoir, ร  l’occasion del quelque signe รฉquivoque qu’ils donnรจraient, le sacrement de bapteme, nous dรฉclarons qu’encore que l’on ne piosse pas avoir trop de confiance en la puissante intercession de la Sainte Vierge auprรจs de Dieu nous ne saurions autorizer un tel usage qui nous parait plutot un abus que le fruit d’un culte religieux et rรฉglรฉ envers la Mรจre de Dieu. Nous dรฉfendons en consรฉquence au prรฉtre qui dessert cette chapelle et de cรฉlรฉbrer en prรฉsence la sainte Messe ordonnant que la masure qui est hors du portique ou halle et oรน les enfants morts sans bapteme รฉtaient mis ici devant sera abattue et rasรฉe, permettant nรฉanmoins aux marguilliers de ladite chapelle d’assigner une place gors d’i celle pour y mettre les corps des enfants morts sans bapteme qui sera fermรฉe ร  clef et la clef gradรฉe par le pretre de la chapelle auquel nous dรฉfendons expressรฉment de l’ouvrir pour y mettre corps de petit enfant รฉtranger sans รฉtre assurรฉ par un billet du curรฉ du lieu du nom du pรจre ou de la mรจre ร  qui l’enfant appartient, dont il tiendra lui-meme mรฉmoire et nous en donnera avis pour prรฉvenir toute sort d’abus et pourvoir aux inconvรฉnientsโ€ (Su segnalazione che ci รจ stata data secondo la quale vengono qui portati da diversi luoghi della diocesi e da altri i corpi dei bambini morti che non hanno ricevuto battesimo nella cappella di Notre Dame nella convinzione che possano recuperare la vita e ricevere, all’occasione del manifestarsi di qualche segno equivoco, il sacramento del battesimo, noi dichiariamo che non abbiamo troppa fiducia in tale potente intercessione della Vergine Maria presso Dio, nรฉ possiamo autorizzare una tale pratica che ci sembra un abuso piรน che il frutto il frutto di un culto religioso e regolato alla Madre di Dio. Diffidiamo di conseguenza il prete che serve la cappella e di celebrare al presente la Santa Messa, ordinando che la mensa che si trova fuori dal portico coperto e presso la quale i bambini morti senza battesimo vengono deposti, sia abbattuta e spianata, nรฉ permettiamo ai consiglieri di detta cappella di affittare il posto fuori da essa per mettere i corpi dei bambini morti senza battesimo, che sarร  chiuso a chiave e la chiave custodita dal sacerdote della cappella, al quale noi vietiamo espressamente di aprirla per mettere il corpo di bambino estraneo senza essere assicurato con una nota del parroco del luogo del nome del padre o della madre a cui il bambino appartiene, di cui egli stesso terrร  documentazione e ci darร  comunicazione per evitare qualsiasi tipo di abuso e prevenire inconvenienti).

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Tra il 1761 e il 1764 anche l’usanza dei pellegrinaggi a Nostra Signora delle Vite, si conclude e il santuario declina. Ma il rรฉpit, probabilmente, viene ancora praticato. Un solo ex-voto presente fra le sue mura e che risale forse al XVII secolo, รจ stato riconosciuto chiaramente come ringraziamento per un rรฉpit avvenuto. Ritrae una madre e un figlio in fasce, uno accanto all’altra, che sporgono dalle lenzuola in un grande letto. Il padre in atteggiamento di preghiera รจ ai piedi. Su tutto domina la Vergine.

Ma ci sono almeno altri due quadretti che mostrano elementi inequivocabilmente riconducibili alla โ€œdoppia morteโ€. In uno, racchiuso da una cornice tonda, ci sono una madre e una bambino in fasce in primo piano vicino a una culla, un angelo con qualcosa che parrebbe una piuma alle loro spalle e in alto, nel terzo e piรน profondo piano compositivo, la Vergine.

L’altro, in certo modo inquietante, mostra invece un bambino in fasce deposto in una culla avvolta dalle fiamme. Non รจ difficile riconoscere nelle lingue di fuoco quelle dell’inferno, quindi della condanna al limbo (che anche Dante aveva collocato negli inferi), evidentemente scongiurata.

I due ex-voto sono chiaramente โ€œtardiโ€ e il secondo riporta una data precisa, il 1852 che mostra come, piรน di un secolo dopo l’interdizione del rito, il rรฉpit ancora si svolgesse a Notre Dame De Vie, probabilmente in clandestinitร .

La riscoperta del santuario avvenne soltanto negli anni ’30, quando la famiglia Guinness (i celebri produttori irlandesi di birra), proprietaria dei terreni circostanti il complesso (tra cui anche l’area dove si trovava il cimitero e il giardino dietro l’abside), decise di rendere nuovamente fruibile la collina. In seguito al decesso della moglie di Benjamin Seymour Guinness nel 1931 e alla volontร  di tumularla in una nuova tomba costruita accanto al santuario, i corpicini dei nati morti furono tutti esumati e raccolti nell’ossario interrato sul lato nord. Su di esso fu posta una lastra che recita: โ€œici reposent des petits innocents morts dรฉs leur naissanceโ€, letteralmente โ€œqui riposano i piccoli innocenti morti nella loro nascitaโ€.


Questo post รจ disponibile in formato .pdf su Academia.edu


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Gรฉlis , Jacques, Les enfants des limbes. Mort-nรฉs et parents dans lโ€™Europe chrรฉtienne, Audibert, Paris, 2006

Casalini, Fabio e Teruggi, Francesco, Mai Vivi Mai Morti, Giuliano Ladolfi Editore, Borgomanero, 2015


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