Tra le culture piรน sorprendenti nelle quali ho avuto la fortuna di imbattermi, quella che mi ha maggiormente affascinato รจ senza dubbio quella laotiana, del Laos, che ha una visione della felicitร e della salute davvero inconsueta.
Per le genti del Laos, tutto รจ condizionato e disciplinato dalla ferma e ferrea convinzione dell’esistenza dell’anima, che condividono non solo con molte popolazioni limitrofe, da quelle del basso Mekong, a quelle dell’area thai, ma anche del sud-est asiatico, dal Borneo alla Malesia.
Ma la visione Laotiana รจ unica nel suo genere e nella sua espressione, poichรฉ qui l’Animismo e il Buddhismo โformano una unitร strutturale religiosa e appaiono come duecomponenti o sottosistemi della religioneโe piรน precisamente, โattraverso l’Animismo il laotiano ricerca il benessere e la protezione terrena, mentre il passaggio al Buddhismo avviene in risposta ai problemi essenziali della vita, รจ una via di salvezza extra-temporaleโ (Marcel Zago, 1972).
Il vocabolo con cui i laotiani indicano l’anima รจ โKhuanโ.
Secondo Ruth-Inge Heinze ( Khuan Tham, 1982), l’idea di khuan รจ trasversale alle categorie occidentali โpsicologicoโ e โspiritualeโ. Il concetto laotiano di anima, infatti, sembra da una parte โoggettivizzareโ alcune caratteristiche psicologiche, soprattutto l’equilibrio psicologico e del singolo, ma altrettanto le spiritualizza.
Per i laotiani, in effetti, il khuan (o anima) non รจ un’entitร unica, ma รจ composta di di 32 diverse anime. Ognuna presiede ad una specifica parte del corpo. Ogni tribรน, gruppo e popolazione ha la propria concezione di tali corrispondenze. Vengono a volte associate, con i โ32 segni di potenzaโ presenti sul corpo del Buddha, interpretabili in tal senso come i segni lasciati da ogni anima sul corpo umano.
Secondo Lafont, che ne scrisse in un articolo del 1953 sui gruppi Thai dell’altopiano centrale della regione del Delta Mekong, i khuan di ogni persona, corrisponderebbero alla seguenti parti: cranio, fronte, occhi, bocca, naso, orecchie, collo, cuore, polmoni e fegato, intestino, stomaco, spalle, scapole, vescica, pancia, ascelle, seno, fianchi, vita, glutei, fianchi, cosce, ginocchia, piante dei piedi, braccia, mani, caviglie, polsi, dita dei piedi, dita delle mani, gomiti. Ad esse andrebbero poi aggiunti la rondine-Khuan, che simboleggia la capacitร di sostenere lunghe passeggiate e il drago-khuan, il proprio il coraggio e la propria potenza.
Secondo Elena Gregoria Chai Chin Fern invece, i nomi e le corrispondenze vanno ricercate sul corpo , procedendo dai piedi verso il capo, dai capelli alla schiena all’interno del corpo, alla superficie della pelle e sarebbero i seguenti:
1) pom tang lai – capelli
2) kon โ peli delle braccia, gambe ecc
3) lep – dita
4) kaew – denti
5) nang – pelle
6) sin – muscoli
7) aen – tendini
8) kadu – ossa
9) neaw nai kadu โ membrana ossea
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10) mam โ milza
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11) hua chai – cuore
12) tap – fegato
13) pang phet – ???
14) tai – visceri
15) pot – polmoni
16) sai nyai โ intestino crasso
17) sai lat sai โ intestino tenue
18) ahan mai โ cibo nuovo
19) ahan kow โ cibo vecchio
20) nam dir – bile
21) nam salek – muco della gola
22) nam lieng โ plasma sanguigno
23) nam like – sangue
24) nam heai – sudore
25) nam man kon โ acqua paludosa
26) nam tar – lacrime
27) nam man liew โ olio grasso
28) nam lai – saliva
29) nam mu – muco nasale
30) nam man kai kor โ fluido delle giunture
31) nam mut – sperma
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32) nyer nai samua hua โ membrana del cervello
Si crede inoltre che 20 khuan vengano ereditati dalla madre e 10 dal padre. Secondo i laotiani la causa di ogni malattia รจ da ricercarsi nell’allontanamento di una o piรน khuan dal corpo cui appartengono, oppure, la presenza di un numero di khouan superiore a 32. L’unica eccezione sarebbe rappresentata da poche persone โspecialiโ, come coloro che sono in grado di liberare spontaneamente la loro anima durante la meditazione, i quali avrebbero piรน khuan del normale.
E la cura, se qualche anima si allontana?
E’ una cerimonia, un vero e proprio rito religioso, in cui si mescolano armoniosamente elementi animistici, buddhisti, induisti, in un insieme unico nel suo genere. Si chiama Sokhuan o Baci, il โrichiamo delle animeโo il โchiedere all’anima di ritornareโ. Si esegue in occasione delle nscite, dei matrimoni, dell’ingresso in monastero, quando si lascia la propria abitazione per periodi lunghi o vi si fa ritorno dopo molto tempo, in caso di malattia o all’inizio del nuovo anno.
L’amministra un Mor Phon, un anziano ordinato sacerdote, oggi per lo piรน un monaco buddhista. Tra gli ingredienti necessari ha primaria importanza il riso (kaw Jau), prodotto alimentare che in asia รจ ricco di significati simbolici. In particolare il kaw niow (riso glutinoso o appiccicoso), utilizzato come accompagnamento di tutte le pietanze, come il pane per gli occidentali, รจ ritenuto il portatore di vita attraverso il divino, simboleggia la sopravvivenza e il sostentamento. Insieme al riso nelle cerimonia vengono impiegate foglie di particolari piante:
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Bai Ngo (Nephelium lappaceum), che significa โ Nyok ngo kernโ, ciรฒ che tutto solleva
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Bai Khun (Cassia fistola), โHai mam khunโ, โmoltiplicareโ
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Bai Kham (Tamarindus indicus), da โKamโ, oro
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Bai Ngoen, da โNgoenโ, denaro
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Bai Sam Sen Nga, da โSampan ngaโ, migliaia di sostegni, di pali.
Il significato augurale complessivo di queste cinque foglie potrebbe essere: Per elevare tutta la bontร o la giustizia, per moltiplicare tutto ciรฒ che รจ buono, per un sacco di oro e denaro, per avere una vita stabile, con il supporto di migliaia di sostegni.
Il riso e le foglie, insieme a fiori, dolciumi, uova, candele foglie di banano, liquore di riso e cibarie sono i pa khuan, le offerte, che vengono posizionate su un vassoio d’argento (khan). In alcuni casi si sacrifica un maialino, la cui testa cotta viene poi posta sul medesimo vassoio.
La cerimonia prosegue, tra canti preghiere e scongiuri, finchรฉ le anime errabonde tornano vicino al corpo della persona da cui si erano allontanate. A questo punto, per evitare che volino di nuovo via, si lega un sottile filo di cotone candido al polso della persona. Il filo, che legando il polso lega le anime non va mai tagliato, meglio attendere che consumandosi, si stacchi da solo.
BIBLIOGRAFIA:
Elena Chai, OF SOUKHUAN AND LAOS in The Heart of Indochina: Its People and Their Beliefs. Unpublished Masterโs dissertation. Hitotsubashi University, Tokyo, 2000
Marcel Zago, Rites et Ceremonies en Milieu Bouddhiste Lao, Universitร Gregoriana Editrice, 1972
Ruth-Inge Heinze, Tham Khwan, Singapore University Press, 1982
Goudineau, Cultures minoritaires du Laos, Ed. UNESCO
H.Mouhot, Voyages dans les Royaumes de Siam, de Cambodge et de Laos, Paris, 1868
www.ClaudioBussolino.com
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