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Il simbolo per eccellenza di Ravenna, che fu per tre volte capitale, รจ senzโ€™altro lโ€™Adorazione dei Magi, che compare in cittร  almeno quattro volte: a Santโ€™Apollinare Nuovo la piรน celebre; a San Vitale sul sarcofago di Isacio (620-637 d. C.) e tra le vesti dellโ€™imperatrice Teodora, nel mosaico a lei dedicato; a San Giovanni Battista su una capsella (reliquiario di marmo) dedicata ai Santi Quirico e Giulitta, della prima metร  del V secolo (oggi รจ esposta al Museo Arcivescovile).

Lโ€™importanza di queste raffigurazioni per la cittadina ravennate รจ indubbia, ma non รจ fin in fondo chiaro perchรฉ essa fu scelta. Genericamente la si attribuisce alle simpatie monofisite dellโ€™imperatrice Teodora, moglie di Giustiniano, sulla cui tunica i tre sacerdoti iranici compaiono e allโ€™offerta dei โ€œdoni imperialiโ€ compiuta allโ€™indomani dellโ€™elevazione di Ravenna a capitale dellโ€™Impero Bizantino in occidente.

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Inoltre non รจ facile stabilire quale delle immagini conservatesi possa essere eventualmente lโ€™originale a cui le altre, sicuramente, si ispirano, essendo tutte precisamente modellate su uno stesso canone giร  ben consolidato.

Il mistero insomma rimane.

Forse una soluzione esiste, ma richiede di inoltrarsi in ambiti delicati e non sempre apprezzati dalla storiografia ufficiale. La vera natura dei Magi รจ il fulcro dal quale procedere. La tradizione รจ nota, i suoi risvolti e le sue inesattezze meno, a partire dalla โ€œstellaโ€ che i tre avrebbero seguito. Essa infatti non compare nei testi piรน antichi che raccontano dei sapienti venuti da oriente a venerare il Bambinello. Il primo fra essi, il Vangelo di Marco, mette in bocca ad uno dei magi lโ€™aver avvistato un certo โ€œaesterโ€ in oriente in seguito al quale sarebbero partiti alla volta di Gerusalemme.

Gli apocrifi Protovangelo di Giacomo e il Vangelo Pseudo Matteo che da esso deriva, attribuiscono piรน precisamente alla venuta dei Magi il loro aver โ€œconsultato le stelleโ€. Sarร  Origene, piรน tardi a consolidare definitivamente la tradizione della stella identificandola con una cometa.

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Sembra che lโ€™origine di questi Magi fosse iranica e che fossero esperti astrologi, ma notizie sulla loro reale esistenza non ce ne sono. Per uno di loro, Gaspare, รจ stata proposta, non senza qualche difficoltร , lโ€™identificazione con il re indo-partico Gondophares il cui regno fiorรฌ fra il 20 e il 46 d. C.

Nella tradizione copta etiope invece si ricorda Baldassarre, il re magio dalla pelle scura, identificandolo con lโ€™imperatore Bazรฉn, venerato come un santo presso il monastero di Debre Damo ad Axum.

Non cโ€™รจ alcuna certezza neppure sul numero dei magi che visitarono il bambinello. Nei testi piรน antichi non vengono enumerati. La tradizione orientale indicava 12 magi, numero di natura astronomica e astrologica. Soltanto con quelli piรน tardi, la Caverna dei Tesori e la Storia della Vergine Maria, la loro quantitร  viene fissata a tre:

  • Baldassarre โ€œDio protegge la veritร โ€ portatore dellโ€™incenso, abissino o di Nippur, 4ยฐv

  • Gaspare โ€œispettore del tesoroโ€, portatore della mirra, persiano o di Meroa, 1ยฐv

  • Melchiorre, โ€œre della luceโ€, portatore dellโ€™oro, ebraico o di Pa??, 7ยฐv

E ancora, i tre adoratori sbalzati su una placca argentea del VIII sec. a. C. rinvenuta in Luristan, sacerdoti in adorazione del dio zoroastriano Zervan (Zurvan), il Tempo, sono stati riconosciuti come il possibile originale su cui furono modellati i Magi evangelici. Giร  Erodoto, del resto, riportava come il titolo di โ€œmagoiโ€ fosse riservato proprio ai sacerdoti di Zarathustra.

Non possono certo sfuggire i continui riferimenti al cielo e alle simbologie zodiacali che emergono dal groviglio di tradizioni e leggende fiorite da sempre sulle figure di questi Re Magi. Che la chiave del mistero fosse nella stella, o meglio nelle stelle, forse lโ€™aveva capito giร  Keplero, che nel XVII secolo aveva individuato un particolare fenomeno avvenuto nel 7 a. C. in grado di spiegare la cometa dei vangeli.

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In quellโ€™anno si era verificata una rara, se non rarissima, tripla congiunzione planetaria: ben tre pianeti, Marte, Giove e Saturno, si erano trovati ad una distanza angolare nel cielo cosรฌ ridotta (meno di 5ยฐ di arco) da diventare indistinguibili e sembrare, insieme, unโ€™unica, luminosissima stella nel cielo, formata da due pianeti quasi sovrapposti e uno nelle vicinanze, per tre volte nello stesso anno. I tre momenti furono il 29 maggio, il 01 ottobre e il 05 dicembre. Tutti e tre si svolsero in corrispondenza della costellazione zodiacale dei Pesci, al limite con quella dellโ€™Ariete, quindi approssimativamente a oriente, proprio da dove si dice provenissero i Magi.

Le rappresentazioni, assai diffuse, del โ€œViaggio dei Magiโ€ o della โ€œAdorazione dei Magiโ€ con due dei Magi affiancati o addirittura sovrapposti ed uno leggermente piรน discosto, potrebbero essere proprio una codifica di tali fenomeni astronomici e astrologici. Ne sono ottimi esempi quelli conservati nella Chiesa di San Biagio a S. Vito dei Normanni, la chiesa rupestre di Santa Cecilia a Monopoli o il bassorilievo del Sarcofago Albani, proveniente dalla Catacomba di S. Sebastiano a Roma, in cui uno dei Magi โ€œosservaโ€ gli altri due che sono in identica posizione.

Questa rara congiunzione, inoltre, era accaduta proprio in concomitanza con lโ€™inizio di una nuova epoca precessionale, quella dei Pesci. Ma, questione ancor piรน sensazionale, i tre pianeti congiunti erano anche i reggitori e sovrani, i โ€œdecaniโ€ appunto, delle tre suddivisioni dellโ€™epoca precessionale che si era appena conclusa, quella dellโ€™Ariete.

Cosรฌ Marte, Giove e Saturno – che erano appunto i tre โ€œreโ€ – nel momento piรน propizio, provenendo da direzioni diverse si erano โ€œincontratiโ€ proprio sopra Betlemme. La storia astronomica e astrologica corrisponde dunque magnificamente con quella tradizionale, svelando quella che potrebbe essere la vera natura dei Magi, personificazioni dei โ€œdecaniโ€ planetari.

Seguendo questi indizi astronomici a Ravenna, ci si imbatte in alcune coincidenze interessanti. La sua prima grande chiesa, San Martino in Ciel dโ€™Oro (poi chiamata Santโ€™Apollinare Nuovo), fu fondata nel 505 sotto Teodorico, che aveva conquistato la cittร , giร  capitale del regno degli Eruli, facendone il centro dellโ€™impero Ostrogoto. Non dovrebbe sorprendere che proprio nellโ€™anno in cui fu gettata la prima pietra dellโ€™edificio e precisamente il 23 luglio, si verificรฒ una congiunzione tra Marte e Saturno (in Leone a 11ยฐ52 e 11ยฐ45 rispettivamente): non รจ infatti un mistero che nelle sette cristiane di matrice monofisita, come quella ariana, cui lโ€™Imperatore apparteneva, i Magi rivestissero un ruolo molto importante.

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Ma quando Giustiniano la riconquista e ne fa la cittร  principale dellโ€™Impero Bizantino in Occidente nel 539, i Magi ne diventano il vero e proprio simbolo, visibile quanto nascosto. La riaffermazione della religione cristiana a Ravenna passa per la costruzione della maestosa chiesa di San Vitale, i cui lavori iniziano tra il 526 e il 530 d. C. Il 9 febbraio del 527 si verifica di nuovo una congiunzione legata ai Magi, quella fra Marte e Giove (in Aquario, a 12ยฐ44 e 12ยฐ37 rispettivamente).

Mentre fervono i lavori, poi, si da inizio anche allโ€™edificazione di Santโ€™Apollinare in Classe, la cui prima pietra viene posata fra il 532 e il 536 d. C. circa e di nuovo, proprio in questo periodo si verifica una congiunzione tra due dei tre pianeti โ€œesterniโ€ del Sistema Solare, Giove e Saturno, il 9 maggio del 531 d. C. (in Gemelli, a 21ยฐ46 e 21ยฐ00 rispettivamente).

Di fronte a coincidenze cosรฌ particolari, non รจ difficile ipotizzare che i tre edifici siano stati progettati per essere ciascuno la rappresentazione di uno dei re Magi:

  • San Martino in Ciel dโ€™Oro (S. Apollinare nuovo): Saturno (con Marte), Baldassarre, 1ยฐ decano

  • San Vitale, Marte (con Giove), Gaspare, 3ยฐ decano

  • Santโ€™Apollinare in Classe, Giove (con Saturno), Melchiorre, 2ยฐ decano

La soluzione finale dellโ€™enigma si trova a San Vitale, presso lโ€™altare maggiore dellโ€™edificio. In alto sulla destra uno statuario Giustiniano occhieggia impassibile verso lโ€™abside. Di fronte, in un mosaico quasi speculare, compare invece Teodora, con le sue ancelle. Sulla sua veste si intravvedono tra le pieghe i tre Re, ritratti con il peso spostato in avanti mentre offrono i loro doni.

Se si osserva bene, si puรฒ notare che anche Teodora mima con le braccia la medesima postura porgendo la โ€œcestaโ€ identica a quella dei magi che porta tra le mani.

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I tre sapienti, dunque, stanno tra le pieghe della veste dellโ€™imperatrice cosรฌ come, piรน in grande, si nascondono, visibilissimi eppure evanescenti โ€œtra le piegheโ€ di Ravenna. Nonostante lโ€™imperatrice sia indicata con il suo nome scritto in lettere scure, essa si presenta quindi anche come la personificazione della cittร . Ma le figure mistiche dei tre Magi, sottendono un significato che va ben oltre: Ravenna/Teodora racchiude i magi nella sua veste, come se ne fosse lโ€™unione e si manifesta quindi come la nuova Stella destinata ad accendersi sul mondo. Ravenna bizantina โ€œviene da orienteโ€, rispetto allโ€™Italia, come i Magi rispetto a Betlemme.

Annuncia un nuovo โ€œavventoโ€: ciรฒ che, nelle intenzioni, doveva nascere era un nuovo Impero Romano, di matrice bizantina, il cui inizio corrisponde alla riconquista nel 533 di Ravenna, che diventa sede di governo in Italia.

Rimarrร  un sogno. La guerra di Giustiniano contro i Goti durerร  fino al 553, ma appena dopo lโ€™Imperatore dovrร  fronteggiare i Longobardi. La morte sopraggiunta nel 565 gli impedirร  definitivamente di realizzare il sogno di un Impero Romano Universale.

Dellโ€™aspirazione di Giustiniano di essere capo anche spirituale di questo Nuovo Impero, riunendo in sรฉ entrambi i poteri, fu certamente โ€œambasciatriceโ€ Teodora, le cui mire si spingevano ben oltre. Aveva โ€œsposatoโ€ le idee monofisite mentre si trovava ad Alessandria, ben prima di conoscere Giustiniano e covava il desiderio di una restaurazione cristiana nel segno di tale dottrina. Arrivรฒ perfino a ordire una congiura nel 537 per deporre il papa Silverio e far eleggere al suo posto il suo protetto Vigilio, diventato come lei monofisita. Il nuovo papa perรฒ si sarebbe presto rivelato un traditore e avrebbe innescato la lunga disputa detta Dei Tre Capitoli. Lโ€™imperatrice non portรฒ a termine il suo disegno. Morรฌ di malattia nel 548.

Di tutta la vicenda rimane, silenziosa testimone la Ravenna bizantina con i suoi tre luoghi mistici. Tra le mura di uno di essi si nasconde ben in vista lโ€™ultimo indizio. Se si guarda per benino fra i piedi dei maestosi Magi di Santโ€™Apollinare Nuovo dai berretti rubicondi, si noterร  โ€“ piรน di uno se ne รจ accorto โ€“ che spuntano alcune piantine in fiore. Sono due piante di Stramonio (Stramonium Datura), una di Giusquiamo nero (Hyoscyamus Niger, meglio conosciuto nellโ€™antichitร  come Apollinarix) e una di Ladano (Ledum Palustre, Rosmarino selvatico). Sono tutte erbe psicoattive, inebrianti, capaci di provocare visioni. Figurano tra gli ingredienti fondamentali delle โ€œpozioniโ€ che si bevevano durante le celebrazioni dei Misteri eleusini, orfici, bacchici, dionisiaci, ma anche del leggendario โ€œunguento delle stregheโ€. E sono tradizionalmente legate, rispettivamente, proprio a Saturno, Giove e Marte.


RAVENNA E I TRE DECANI รจ disponibile anche su Academia.edu in formato PDF


BIBLIOGRAFIA

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J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellรฉnisรฉs. Zoroastre, Ostanรจs et Hystaspe dโ€™aprรจs la tradition grecque, II (Les Textes), Paris 1938 (repr. 1973)

Alfredo Cattabiani, Florario: miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1996

Marcello Mignozzi, Il Viaggio dei Magi: origine e fortuna di un motivo iconografico, Agiografia e Iconografia nelle aree della civiltร  rupestre โ€“ Atti del V Convegno Internazionale sulla civiltร  rupestre, Centro Italiano di Studi sullโ€™Alto Medioevo, Spoleto, 2013


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