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di Francesco Teruggi. Un luogo denso di spiritualitร e di energia, con alcuni segreti forse mai svelati: un santuario ottogonale, una Madonna a seno nudo, il Graal
Tutti conosciamo le magnifiche piramidi d’Egitto, i circoli di pietre inglesi, le cittร misteriose dell’Anatolia e le grandi cattedrali di Francia, ma puรฒ capitare di scoprire che luoghi altrettanto densi di spiritualitร e di energia si trovino proprio fuori dall’uscio di casa nostra.
C’รจ un paese, ai piedi delle montagne occidentali dell’antico Ducato di Milano, proprio all’imbocco dell’Ossola, che fu teatro di una storia misteriosa e sconosciuta, la vicenda incredibile di un grandioso Santuario come mai se ne erano visti in quelle valli, costruito nel XVII secolo intorno allโimmagine sconveniente, eretica e prodigiosa, di una Madonna che allatta a seno scoperto, come un’antica dea celtica.
Svizzera. La valle del Goms (alto Vallese)
Discendenti Sassoni
Ornavasso era la propaggine meridionale del piccolo mondo dei Walser (contrazione del tedesco Walliser, cioรจ vallesano), genti robuste – forse gli ultimi discendenti dei Sassoni che nel VIII secolo erano migrati verso l’Europa centro-meridionale – stanziate nel cuore delle Alpi Svizzere, tra il Gottardo e l’Oberland Bernese, spinte a colonizzare forzatamente gli alpeggi alle quote piรน alte e inospitali delle montagne intorno al Monterosa, laddove si credeva che riuscissero a sopravvivere solo demoni e animali mostruosi.
Cosรฌ, agli albori dell’anno Mille, proprio quando sembrava avvicinarsi la temuta Fine del Mondo annunciata dall’Apocalisse, mentre fiorivano racconti popolari e il millenarismo dilagava tra superstizioni profezie e dottrine escatologiche, quelle povere famiglie, con le loro tradizioni forse alto-alemanniche, erano giunte nella Valle del Goms (foto sopra), percorrendo i passi lasciati liberi dalle nevi che li avevano ricoperti nei secoli precedenti. Poi si erano diffuse verso sud-est tra il XIII e il XV secolo, quando piccoli gruppi avevano cominciato a staccarsi dalle colonie madri alla ricerca di nuovi pascoli e nuove terre coltivabili.
Le leggende sul “piccolo popolo”
La casa dei folletti.
Alla fine del Quattrocento si contavano ben quaranta insediamenti walser sparsi tutto intorno al Monte Rosa. Una di queste era, appunto Ornavasso, dove i Walser avevano portato tutta la loro ricchezza culturale, tramandata oralmente nelle sere d’inverno intorno al fuoco nella stube: piccoli e grandi misteri, animali mitologici; ombre e rumori e soprattutto le leggende sul โpiccolo popoloโ, i Twerg, Tegi, Zwergi che vivono nelle montagne; i wilde Mรคnnlein, i selvaggi abitanti dei boschi; i Nachtvolk, il popolo della notte; il terribile Basilisco che striscia tra le erbe alte e si nasconde negli anfratti; spiriti e fiammelle che si manifestano nella notte; orde di streghe che si riuniscono nelle valli piรน appartate; la processione dei morti – comune anche a molte localitร di pianura – che giungeva dalle cime innevate ad accogliere i nuovi morti per accompagnarli nell’oltretomba tra litanie e stridore di catene, quando passava negli alpeggi; il mito della Verlorene Thal, la โvalle perdutaโ del Lys, in cui si racconta sorgesse la leggendaria colonia di Fรฉlik, inghiottita per punizione dalle nevi con tutte le sue ricchezze dopo che i suoi abitanti avevano rifiutato di accogliere e rifocillare un vecchio barbuto e cencioso, sotto le cui mentite spoglie si celava l’Ebreo Errante.
Una casa e un santuario ottagonale
Ornavasso, vista dall’alto.
ร in questo magico paese che, nel 1659, si ritira un figlio cadetto della nobile e potente famiglia milanese dei Visconti di Modrone. In soli cinque anni, fa erigere sui terreni acquistati sopra l’abitato la sua dimora privata, un curioso edificio di forma ottagonale, dove immediatamente si insedia. Sarร l’inizio di una vicenda incredibile e misteriosa.
Negli anni seguenti, a una manciata di metri dai suoi possedimenti, una semplice cappella mariana spersa tra le balze boscose diventerร il fulcro e l’altare maggiore di un immenso santuario, anch’esso di forma ottagonale, la cui cupola raggiunge i 27 metri di altezza e si regge soltanto su otto grandi colonne di pietra. Opera poco nota di uno dei massimi architetti milanesi del tempo, Attilio Arrigoni, allievo del celeberrimo Francesco Maria Richini, รจ un capolavoro del piรน austero Barocco alpino, un monumento di inattesa perfezione.
Il Santuario di Ornavasso, a forma ottagonale.
In esso sembrarono realizzarsi, con la massima precisione, i principi della piรน rigida Controriforma, gli stessi emersi dal Concilio di Trento e ampiamente trattati da San Carlo Borromeo. Invece fu segretamente concepito, realizzato e costruito come una vera e propria cattedrale d’altri tempi, al pari di Chartres, Stephansdom a Vienna o Notre Dame a Parigi, grazie all’intervento silenzioso e quasi invisibile di esperti magistri, costruttori di cattedrali e alla volontร di quell’enigmatico cavaliere-abate.
Il complesso avrebbe dovuto comprendere tre diversi edifici: il grande santuario e, a non molta distanza, due ottagoni piรน piccoli concepiti come un immane volano capace di risvegliare e convogliare le immani energie celate nel sottosuolo.
Simboli nascosti di una sapienza antica
Le proporzioni dell’edificio piรน grande, mai terminato e mai veramente consacrato, manifestano la presenza in ogni particolare del numero aureo. Il suo impianto suggerisce la volontร di realizzare un’enorme rotonda che, perรฒ, non fu mai portata a termine.
La statua della Maddalena un tempo reggeva il Graal.
La sua posizione e le sue direzioni, apparentemente casuali, nascondono inaspettati, coerenti e potenti allineamenti con i fenomeni astronomici, astrologici e tellurici locali. Sotto di esso, nelle viscere della terra, dormono immani correnti energetiche capaci di prodigi, guarigioni impossibili e perfino di permettere il ritorno in vita dei bambini che nascevano giร morti.
Altrettanto nei dipinti, nelle cornici affrescate, nelle tarsie, negli stucchi, cosรฌ perfettamente aderenti ai dogmi, alla tradizione e all’ortodossia, occhieggiano i simboli nascosti e i glifi occulti di una sapienza antica e potente, di quel Graal che una statua sull’altare un tempo reggeva nella destra.
La morte dell’abate, i giochi di potere e uno sfortunato cedimento strutturale impedirono all’edificio di giungere alla sua forma definitiva. I successori del nobiluomo, cercarono comunque di portare a termine il progetto: la terza costruzione, sempre basata sulla stessa geometria a otto lati, vide presto la luce per desiderio della piรน potente confraternita del paese, ma intanto la prima, la dimora del prelato, lasciata all’incuria dei suoi eredi, veniva progressivamente abbandonata e smantellata.

Un progetto mai finito nella sua compiutezza
Oggi, al suo interno, la โGuardiaโ continua a custodire i preziosi indizi, nascosti e sfacciatamente in vista, di quella storia incredibile fatta di intrighi e di dominio, di sapienze ermetiche e di scienze perfette, di alchimia e di riti antichi, la vera epopea di un progetto impossibile: la storia leggendaria della Cattedrale dei Walser, l’immensa โmacchina spiritualeโ capolavoro dell’ignoto abate-cavaliere-alchimista, che in esso aveva profuso tutta la propria conoscenza e i propri legami di sangue e di potere; un progetto immane, mai eguagliato neppure, piรน di un secolo dopo, dalla celebre Rennes Le Chateau.
Per saperne di piรน
La vera storia di Ornavasso รจ stata minuziosamente riscoperta e ricostruita dall’autore di questo servizio. Vedi: www.francescoteruggi.com
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